17 giugno 2026 · 8 min lettura
NetworkingL'ordine arriva dal Ministero dell'Elettronica e dell'Informatica (MeitY) su raccomandazione della National Testing Agency, l'ente che gestisce i grandi concorsi pubblici indiani. La base giuridica è la Section 69A dell'Information Technology Act del 2000, la norma che permette a
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Quando l'India ha staccato Telegram, Pavel Durov non si è fermato alla protesta sul blocco (la cronaca dell'ordine e dell'esame NEET la trovi nel blocco di Telegram in India spiegato). Ha lanciato un'accusa molto più pesante: che un operatore indiano stia dirottando il traffico Telegram di utenti fuori dall'India con una tecnica chiamata BGP hijacking. Parole grosse — e l'occasione perfetta per spiegare cos'è il BGP hijacking, e per fare una cosa che in questi casi si fa troppo poco: separare ciò che è verificabile da ciò che è un'accusa.
Il 16 giugno 2026, sul suo canale X (@durov), Durov ha scritto testualmente:
"Indian telecom Reliance is sabotaging access to Telegram for millions of users OUTSIDE India (including the UAE) via a rogue method called BGP hijacking. The sabotage seems intentional, as Reliance has ignored multiple reports. This may be part of a competitive war, as Reliance is partially owned by Meta — the company behind WhatsApp."
E ha consigliato agli operatori di rete di rifiutare gli annunci di rotta non autorizzati provenienti dall'AS18101.
Dentro questo post ci sono tre affermazioni distinte, e vanno pesate una per una: (a) c'è un BGP hijack in corso; (b) è intenzionale; (c) c'entra Meta. Spoiler: reggono in modo molto diverso.
Attenzione a non ribaltare il ragionamento: "nessun monitor lo conferma" non significa "è dimostrato che non è successo". È un'assenza di prova, non una prova dell'assenza. Tecnicamente l'hijack è plausibilissimo (più sotto vedrai perché). Ma finché non emergono dati di route-collector, resta quello che è: un'accusa del fondatore di Telegram.
Qui c'è il dettaglio tecnico più interessante di tutta la storia, e quasi nessuno lo dice.
L'AS18101 che Durov indica è registrato a Reliance Communications Ltd. — il gruppo di Anil Ambani, di fatto insolvente e fuori gioco dal 2018 circa. Non è Reliance Jio. L'AS reale di Reliance Jio Infocomm è un altro: AS55836. E la quota di Meta? È in Jio Platforms, l'entità di Mukesh Ambani. Tre soggetti diversi, due fratelli Ambani che si sono spartiti l'impero a metà anni 2000.
Durov dice genericamente "Reliance", quindi in senso largo non sbaglia. Ma il momento in cui scendi all'ASN preciso, l'accusa punta a un'entità diversa da quella che possiede la rete mobile indiana e da quella in cui Meta ha messo i soldi. È il tipo di imprecisione che, in una vicenda del genere, conta.
Il BGP è il protocollo con cui le grandi reti — gli "autonomous system", gli AS — si dicono a vicenda: "per raggiungere questi indirizzi IP, passate da me". Tiene insieme internet. E ha un peccato originale: il BGP classico non ha alcun modo di verificare se chi annuncia una rotta ne ha davvero il diritto. È un sistema basato sulla fiducia. Qualsiasi AS può annunciare qualsiasi prefisso.
Un hijack è esattamente questo: una rete annuncia blocchi di IP che non sono suoi. Se i vicini non filtrano quell'annuncio, l'informazione falsa si propaga nelle tabelle di routing di mezzo mondo, e il traffico destinato alla vittima viene deviato — o buttato nel nulla, un "blackhole" — verso l'AS che ha mentito, finché qualcuno non se ne accorge e corregge.
Normale:
utente ──> rete A ──> rete B ──> AS di Telegram ──> Telegram
Hijack:
un AS canaglia annuncia "i prefissi di Telegram sono miei!"
utente ──> rete A ──> AS canaglia ──X (blackhole: il traffico non arriva)Esiste anche una variante più subdola, il route leak (definito formalmente dalla RFC 7908): un AS ri-propaga rotte oltre il loro scope previsto, violando le policy. Non sempre fa danni vistosi, ma può deviare il traffico su un percorso non voluto — abilitando intercettazione e analisi — e a volte causare sovraccarico o blackhole.
Che uno Stato usi il BGP per colpire Telegram non è teoria. È già successo, documentato: in Iraq, alle 13:52 UTC del 5 agosto 2023, il gateway internazionale statale (AS208293) ha iniziato a originare i prefissi IP di Telegram per dirottarne e azzerarne il traffico, su ordine del governo. Lo ha osservato e raccontato Kentik (Doug Madory, una delle voci più autorevoli nel monitoraggio del routing), con dati dai route-collector globali.
Nota la differenza con l'accusa di Durov: in Iraq il blocco colpiva dentro il paese; Durov parla invece di utenti fuori dall'India. Tecnicamente possibile, ma è proprio il genere di affermazione che chiede dati per essere creduta.
Morale: le difese ci sono e funzionano, ma sono attivate a metà. Il BGP resta strutturalmente fragile, per come è nato.
La terza affermazione di Durov — "Reliance is partially owned by Meta", incorniciata come guerra commerciale tra WhatsApp e Telegram — è quella che regge di meno.
Il fatto verificabile: il 21 aprile 2020 Facebook (oggi Meta) ha investito 5,7 miliardi di dollari (43.574 crore di rupie) in Jio Platforms, diventandone il "largest minority shareholder" con circa il 9,99%. Quota di minoranza, non controllo. E in Jio Platforms — non in Reliance Industries, e di sicuro non in quella Reliance Communications a cui appartiene l'AS18101.
Al di là di chi abbia ragione, la vicenda è una lezione che vale più dell'accusa stessa: dirottare il traffico di un'app non richiede bucarne i server. Basta convincere le reti che la strada giusta passa da te. È un attacco alla fiducia, non al codice. Le difese esistono — RPKI, ASPA — ma sono attivate a metà, ed è proprio per questo che un'accusa così, vera o no, suona perfettamente verosimile. Forse il vero titolo della storia non è "Reliance contro Telegram", ma quanto poco ci vuole a far sparire un pezzo di internet — e quanto poco lo stiamo proteggendo.
Per la cronaca del blocco in sé — l'ordine del governo, l'esame NEET, le date — c'è il blocco di Telegram in India spiegato.
Fonti: post di Pavel Durov su X (@durov, 16/6/2026); CryptoTimes e BusinessToday sulla reazione di Durov; bgp.tools — AS18101 per la titolarità dell'ASN; Meta/Facebook newsroom per l'investimento in Jio (2020); Kentik — Doug Madory per il precedente iracheno (2023); Cloudflare e MANRS per il funzionamento di hijack e difese; RFC 7908 (route leak), 6482 (ROA) e 9582 (profilo ROA aggiornato). L'accusa di hijack non risulta confermata da monitor BGP indipendenti alla data di pubblicazione.