Jmail è un clone di Gmail costruito in 5 ore per rendere navigabili i 3 milioni di documenti DOJ su Jeffrey Epstein. Ha ricevuto 25 milioni di visite. Nei file DOJ compaiono almeno 20 nomi della Silicon Valley: Elon Musk, Bill Gates, Sergey Brin, Peter Thiel, Reid Hoffman e Mark Zuckerberg tra gli altri. Comparire nei documenti non equivale a un’accusa penale.
Il Dipartimento di Giustizia americano ha scaricato sul web 3 milioni di pagine sui crimini di Jeffrey Epstein. Due sviluppatori hanno clonato Gmail in 5 ore per renderle leggibili. E nei documenti spuntano almeno 20 nomi della Silicon Valley — da Musk a Gates, da Brin a Thiel. La tech ha costruito le armi per smascherare sé stessa.
Jmail: l'interfaccia che replica Gmail per consultare le email di Epstein rilasciate dal DOJ
3 milioni di pagine e nessuno sa leggerle
Il 30 gennaio 2026, il DOJ ha rilasciato il carico documentale più massiccio nella storia giudiziaria americana: 3 milioni di pagine, 180.000 immagini, 2.000 video relativi alle indagini su Jeffrey Epstein. Tutto questo grazie all'Epstein Files Transparency Act, firmato a novembre 2025, che obbligava il governo a rendere pubblico ogni materiale non classificato entro 30 giorni.
Il Dipartimento di Giustizia USA ha rilasciato oltre 3 milioni di documenti su Epstein
Il problema? Tre milioni di pagine in PDF — molti scansionati male, con redazioni inconsistenti e nomi oscurati apparentemente a caso. Un tesoro informativo sepolto sotto montagne di burocrazia digitale, impossibile da navigare per un cittadino normale. L'Attorney General Pam Bondi ha elencato
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oltre 300 nomi di alto profilo
contenuti nei file, ma senza indicare il contesto delle menzioni.
Almeno, fino a quando due sviluppatori non ci hanno messo le mani sopra.
Jmail — "Sei loggato come Epstein e puoi leggere le sue email"
Riley Walz, artista digitale noto come il "Tech Jester" di San Francisco, e Luke Igel, ingegnere software e CEO di Kino (una startup di video AI), hanno fatto ciò che il governo non è riuscito — o non ha voluto — fare: rendere quei documenti accessibili a chiunque. In 5 ore.
Il logo di Gmail: Walz e Igel ne hanno clonato l'interfaccia per rendere navigabili i documenti Epstein
Il risultato si chiama Jmail — un clone dell'interfaccia Gmail dove, letteralmente, sei loggato come Jeffrey Epstein e puoi scorrere le sue email. PC Gamer l'ha definito "il progetto tech più maledettamente impressionante dell'anno", e a ragione.
Ma Walz e Igel non si sono fermati lì. Hanno costruito un'intera suite di strumenti, ciascuno ispirato a un servizio che tutti conosciamo:
JPhotos — le 180.000 immagini sequestrate
JFlights — i registri di volo dell'aereo privato di Epstein
Jamazon — i suoi ordini Amazon
Jacebook — il suo profilo Facebook ricostruito
Jmessage — i suoi iMessage
Jotify — la sua libreria musicale (sì, anche quella)
Jwiki — una Wikipedia collaborativa per mappare ogni connessione
La suite completa dei "J-tools" creati da Walz e Igel per esplorare ogni aspetto della vita digitale di Epstein
oltre 25 milioni di visitatori unici in poche settimane. Due persone, cinque ore di sviluppo iniziale, e la più grande operazione di trasparenza dal basso della storia recente. L'informazione che il governo aveva reso tecnicamente pubblica ma praticamente illeggibile è diventata navigabile come una casella di posta.
La Silicon Valley alla sbarra dei documenti
Ed è qui che la storia prende una piega scomoda per il mondo tech. Perché tra quei 3 milioni di pagine, investigatori citizen e giornalisti hanno trovato i nomi di almeno 20 dirigenti, investitori e ricercatori della Silicon Valley. Ecco i casi più eclatanti.
Elon Musk: ha scritto a Epstein nel 2012-2013 chiedendo "quale giorno/notte sarà la festa più selvaggia sulla tua isola?" — in netto contrasto con le sue dichiarazioni del 2024, quando sosteneva di aver rifiutato ogni invito.
Bill Gates: incontri multipli tra il 2011 e il 2014, anni dopo la condanna di Epstein per adescamento di minore. Email auto-inviate da Epstein nel 2013 suggerivano una relazione extraconiugale di Gates. Il suo portavoce ha definito tutto "completamente falso, un tentativo di ricatto."
Reid Hoffman: incontri documentati dal 2013 al 2018 via email, Skype e di persona. Ha inviato gelato "for the girls" alla residenza newyorkese di Epstein. Confermata la visita all'isola con Joi Ito del MIT Media Lab.
Peter Thiel: migliaia di documenti con pranzi e appuntamenti tra il 2014 e il 2017, inclusi incontri nel suo ufficio di San Francisco. Il suo rappresentante ha rifiutato di commentare.
E ancora: Sergey Brin con email del 2003 a Ghislaine Maxwell per organizzare un incontro a New York. Steven Sinofsky (ex-Microsoft) che nel 2012 chiedeva consiglio a Epstein per negoziare un'uscita da 14 milioni di dollari, promettendo di condividere i proventi. Fred Ehrsam (Coinbase) con circa 3 milioni investiti da Epstein nella piattaforma crypto. Perfino Mark Zuckerberg, presente "di passaggio" a una cena del 2015 organizzata da Hoffman.
OSINT e AI: quando la community diventa procura
Dal punto di vista tech, la cosa più affascinante non è solo Jmail — è l'intero ecosistema di strumenti open source che la community ha costruito per analizzare quei documenti. Le stesse tecnologie che le Big Tech hanno reso popolari, ritorte contro i loro creatori:
Neo4j per modellare le reti di relazioni come grafi, con query su centralità e intermediari
Maltego per mappare le connessioni digitali e sociali
Mermaid.js per generare diagrammi investigativi direttamente da Markdown
Grok di xAI come acceleratore per consolidare timeline e suggerire query
Un team OSINT brasiliano, partendo esclusivamente da dati pubblici, ha identificato intermediari chiave in 4-9 giorni. Il risultato concreto? Un'indagine formale avviata dal Ministério Público Federal brasiliano — l'equivalente della nostra Procura. Tre persone finite sotto inchiesta grazie a un gruppo di volontari armati di laptop e strumenti open source.
Poi c'è EpsteIn (sì, con la "I" maiuscola): un tool Python open source che verifica se i tuoi contatti LinkedIn compaiono nelle 3,5 milioni di pagine. E Sifter Labs, una piattaforma di document intelligence con ricerca semantica su oltre 33.000 documenti, embeddings e script rilasciati come open source.
L'ironia finale
La Silicon Valley ha passato vent'anni a costruire strumenti per connettere persone, organizzare informazioni e rendere il mondo trasparente. Quegli stessi strumenti — AI, grafi di conoscenza, OCR, piattaforme collaborative — stanno mettendo a nudo le connessioni più scomode dei suoi fondatori.
Jmail non è solo un progetto ben costruito. È la dimostrazione che la trasparenza non è più un privilegio delle istituzioni. Due sviluppatori, un weekend e l'intelligenza artificiale di Google hanno fatto quello che il Dipartimento di Giustizia non aveva saputo — o voluto — fare: rendere l'informazione davvero accessibile.
Gli strumenti che costruisci, prima o poi, vengono usati anche su di te.
Domande frequenti su Jmail e i file Epstein
Cos’è Jmail e come funziona?
Jmail è un’interfaccia web open source che replica Gmail per rendere navigabili i documenti DOJ su Epstein. Usa OCR con Gemini di Google per digitalizzare i PDF scansionati, un motore di ricerca semantico (“Jemini”) e indicizza 1,4 milioni di file — 2,5 milioni di pagine e oltre un milione di email. Costruito in 5 ore da Riley Walz e Luke Igel, disponibile su jmail.world.
Chi sono i nomi della Silicon Valley nei file Epstein?
Nei documenti DOJ figurano almeno 20 dirigenti tech. I più citati: Elon Musk (email 2012–2013), Bill Gates (incontri 2011–2014 dopo la condanna), Reid Hoffman (email e visita all’isola), Peter Thiel (documenti 2014–2017), Sergey Brin (email 2003 a Maxwell), Mark Zuckerberg (cena 2015). La presenza nei documenti non implica reati.
I nomi nei file Epstein sono stati accusati di reati?
No. Le autorità non hanno accusato nessuno dei personaggi tech di reati legati a Epstein. I documenti mostrano connessioni, comunicazioni e incontri — non atti criminali. Il contesto delle menzioni varia enormemente: da email di lavoro a visite documentate all’isola. L’AG Pam Bondi ha elencato oltre 300 nomi senza indicare il contesto delle singole menzioni.
Come accedere ai documenti Epstein online?
I documenti sono pubblici sul sito del DOJ ma difficili da navigare. Jmail (jmail.world) li rende accessibili come un client email. Il DOJ ha rilasciato 3 milioni di pagine il 30 gennaio 2026 per obbligo dell’Epstein Files Transparency Act firmato a novembre 2025. La suite completa include anche JPhotos (immagini), JFlights (voli), Jmessage (iMessage) e Jwiki.