Disclosure: Geekworm, Orange Pi e DFRobot (LattePanda) hanno fornito rispettivamente l'X1011, la Orange Pi 5 Pro e la LattePanda Alpha citate in questo confronto come unità di prova gratuite, senza alcun compenso né condizioni sui contenuti. I numeri che leggi sono quelli misurati sul campo.
Il Raspberry Pi conviene ancora nel 2026? Per un homelab generico — Pi-hole, Docker, un piccolo NAS — sempre meno: il Raspberry Pi 5 16GB costa oggi 305 dollari sul sito ufficiale, mentre un mini PC N100 nuovo si trova intorno ai 170 dollari con più RAM, più storage e prestazioni generiche superiori. Il Raspberry Pi resta la scelta migliore solo se il progetto dipende davvero dal GPIO.
Perché la domanda si pone solo ora: la cronologia dei rincari
Il prezzo del Raspberry Pi 5 è salito tre volte in poco più di quattro mesi, e la causa dichiarata non ha nulla a che fare con la scheda in sé: è la domanda di memoria DRAM dei data center per l'intelligenza artificiale. Raspberry Pi Ltd lo ammette apertamente nei propri comunicati ufficiali, e la progressione dei numeri racconta qualcosa che nessun hobbista aveva messo in conto quando ha comprato la sua prima scheda a 120 dollari di MSRP.
Il primo rincaro arriva quasi in sordina il 1° dicembre 2025, nel comunicato "A 1GB Raspberry Pi 5 now available at $45, and memory-driven price rises": il Pi 5 16GB passa da 120 a 145 dollari (+25). Il secondo arriva il 2 febbraio 2026 col comunicato "More memory-driven price rises": +10 dollari sulle varianti 2GB, +15 sulle 4GB, +30 sulle 8GB, +60 sulle 16GB, su tutta la gamma Pi 4/5 e Compute Module con almeno 2GB di RAM. Il Pi 5 16GB sale così a 205 dollari — 145 più 60 — il 70% in più rispetto all'MSRP di lancio, la cifra che circola ancora oggi in molti confronti online ed è già superata.
Il 1° aprile 2026 è arrivato il terzo colpo, con il comunicato "A new 3GB Raspberry Pi 4 for $83.75, and more memory-driven price increases": +100 dollari sul Pi 5 16GB, +150 sul Pi 500+. In contemporanea, Raspberry Pi ha lanciato anche un nuovo Pi 4 da 3GB a 83,75 dollari, presentato da Eben Upton come il modo per "non pagare per più memoria di quella che ti serve". La causa dichiarata è sempre la stessa: la DRAM LPDDR4 usata su Pi 4 e Pi 5 è aumentata di prezzo di 7 volte nell'ultimo anno a causa della concorrenza con la produzione destinata ai data center AI. Upton stesso ha ammesso che "il 2026 sembra destinato a essere un altro anno difficile per i prezzi della memoria", promettendo di invertire gli aumenti quando la situazione si normalizzerà — senza però indicare una tempistica.
Geekworm X1011 NAS Raspberry Pi 5: quattro NVMe in ZFS RAIDZ2 per i backup dell'homelab
Il Geekworm X1011 aggiunge quattro slot M.2 NVMe a un Raspberry Pi 5 e lo trasforma in un NAS reale. Nel mio homelab regge da settimane i backup di un cluster Proxmox, con quattro SSD organizzati in un pool ZFS RAIDZ2. Ecco com'è fatto, i numeri veri misurati sul campo e come dim
Ho verificato il prezzo in diretta sul sito ufficiale raspberrypi.com mentre scrivevo questo pezzo, il 16 luglio 2026: il Raspberry Pi 5 16GB è oggi a 305 dollari. Il conto torna esattamente con la cronologia sopra — 120, poi 145, poi 205, infine 305 — ed è oltre 2,5 volte l'MSRP di lancio da 120 dollari. Non è più un numero da fact-checkare a memoria: è quello che vedi se apri la pagina del prodotto adesso.
Raspberry Pi 5: cosa resta dalla sua parte, e cosa no
Il Raspberry Pi 5 resta un computer solido con un sistema operativo maturo, un controller I/O progettato in casa (RP1) e un impegno di supporto a lungo termine che pochi concorrenti ARM possono garantire. Raspberry Pi OS oggi è una base Debian robusta, con supporto container di prima classe — non è più il giocattolo un po' artigianale che era dieci anni fa, e questo va detto senza sconti.
Il Pi resta "una piattaforma scalabile che conserva le sue radici maker", capace di crescere dal progetto hobbistico all'uso professionale senza perdere la sua identità.
Sull'ampiezza dell'ecosistema, però, il Pi resta comunque un caso a parte, ed è un fattore di valore che vale la pena scorporare dal solo prezzo. Non è solo Raspberry Pi OS: sopra quella scheda gira praticamente qualunque distribuzione ARM pensata per SBC, la documentazione ufficiale copre ogni singolo pin del connettore a 40 poli, e la community attorno al progetto è tra le più grandi mai costruite attorno a un singolo hardware maker. Un mini PC N100 gira Linux generico altrettanto bene, ma non eredita quella libreria enorme di tutorial, HAT di terze parti e progetti già risolti che il Pi si porta dietro da oltre un decennio.
L'alternativa reale: mini PC N100, Orange Pi 5 Pro e cosa ho misurato io
La vera domanda non è se esista un'alternativa al Raspberry Pi nel 2026, ma quale delle alternative regge davvero al confronto sui casi d'uso da homelab — NAS, Docker, un po' di inferenza locale — e qui i numeri che ho in casa contano più di qualunque comunicato stampa. Un mini PC Intel N100 offre circa 1,5-2 volte le prestazioni generiche di un Raspberry Pi 5, con un vantaggio netto sulla transcodifica video grazie al motore hardware dedicato, dove il Pi 5 satura la CPU con due stream 4K e l'N100 resta sotto il 10% di carico.
Ho controllato dal vivo il listino di un GMKtec NucBox G3 (N100) mentre scrivevo: prezzo regolare 169,99 dollari, con la variante da 16GB RAM al momento esaurita e un banner "price increase coming soon" ben visibile sulla pagina. È un dettaglio che dice più di mille analisi su quanto sia tesa anche la filiera dei mini PC in questo momento. Non è un prezzo stracciato come un anno fa, ma resta comunque sotto il Pi 5 16GB e con più RAM di base.
Nel mio homelab il Raspberry Pi 5 8GB fa da NAS con un Geekworm X1011, l'HAT quad-NVMe che ho già recensito: quattro dischi da 256GB in ZFS RAIDZ2, circa 447GB utili. I numeri misurati raccontano un limite preciso, non un giudizio ideologico: NFS in scrittura a 258 MB/s e in lettura a 294 MB/s, iperf3 a 2,30/2,35 Gbit/s sull'adattatore USB-2.5G Realtek RTL8156. Temperature idle intorno ai 44°C e circa 57°C sotto carico dopo il boot con tutti e quattro i dischi collegati. Il tetto reale resta intorno ai 2,5 Gbit/s, e il collo di bottiglia è la porta di rete, non i dischi: la connettività passa da un adattatore USB 2.5GbE (il Realtek RTL8156), perché l'unico lane PCIe del Pi 5 è già occupato dall'X1011 per i quattro NVMe — niente slot libero per una scheda di rete più veloce. Un NAS 10G vero richiede un box x86 con più linee PCIe, non questo Pi. Boot da microSD da 128GB, Debian 13 trixie.
La Orange Pi 5 Pro 16GB (SoC Rockchip RK3588) che uso per quei test è una review unit fornita gratuitamente da Orange Pi, senza compenso né condizioni sui contenuti, e gira Ubuntu 20.04 Focal con Docker preinstallato di serie — boot anche qui da microSD. Nel confronto diretto tra CPU (Ollama, quantizzazione q4) e NPU dedicata (RKLLM, w8a8), in generazione la NPU rende solo il 15-30% in più della CPU: lontanissimo dai 10x che il marketing RK3588 lascia intendere. È lo stesso principio che vale per il Pi: le specifiche sulla carta e le prestazioni reali in un homelab sono due cose diverse, e vale la pena misurarle prima di fidarsi.
C'è poi la vecchia guardia x86: la mia LattePanda Alpha (Intel Core m3-8100Y) gira Ollama con llama3.2:1b a 7,6 token/s, prefill intorno ai 50 token/s, CPU-only e con limiti ben documentati — non è un fulmine, ma è un x86 completo. Quella scheda aveva un listino di riferimento di circa 399 dollari; oggi DFRobot ha spostato l'intera gamma LattePanda verso l'N100 economico (LattePanda Mu) da un lato e verso il top di gamma con la LattePanda Sigma dall'altro — segno che anche i vendor x86 stanno riposizionando i prodotti su fasce di prezzo più ampie, attorno alla stessa crisi di prezzo dei componenti.
E non è un problema solo Raspberry Pi. Il confronto pubblicato da CNX Software tra i prezzi SBC del 2024 e quelli del 2026 mostra la stessa dinamica su tutta la categoria: il Raspberry Pi 5 8GB passa da 80 a 175 dollari (+119%), l'Orange Pi 5 Ultra 16GB da 125 a 309 dollari (+148%), il Radxa ROCK 5B+ 8GB da 90 a 130 dollari (+44%). Il Jetson Orin Nano 8GB di NVIDIA è l'unico della lista a non muoversi, fermo a 249 dollari.
Secondo una stima IDC ripresa da un articolo di analisi (non verificata alla fonte primaria), i data center assorbirebbero circa il 70% della produzione mondiale di chip di memoria nel 2026. Che il numero esatto sia quello o meno, la direzione è la stessa che vedi nei listini che ho appena citato.
Il confronto in numeri: cosa guardare prima di comprare
Prima di scegliere, conviene guardare qualche parametro oltre al prezzo di copertina — è lì che si nasconde il costo reale per un homelab. E su quasi ognuno, oggi, il vantaggio non è più scontato a favore del Pi.
Prezzo — Pi 5 16GB a 305 dollari (verificato live) contro un mini PC N100 nuovo intorno ai 170 dollari con più RAM di base
Prestazioni generiche — l'N100 offre circa 1,5-2 volte quelle del Pi 5 su carichi CPU-bound comuni in un homelab
Transcodifica video: chi vince quando servono due stream 4K in contemporanea? Il motore hardware dedicato dell'N100 se la cava senza sforzo, la CPU del Pi 5 satura
Su GPIO ed ecosistema HAT il Raspberry Pi resta ancora oggi incolmabile
Storage e NAS — il Pi 5 con X1011 è tappato a circa 2,5 Gbit/s dalla scheda di rete USB, perché l'unico lane PCIe è già speso per i dischi; un box x86 non ha questo limite strutturale
Consumo — è l'unico numero che non ho ancora misurato di persona sulle mie schede, quindi lo tratto come stima aperta: le indicazioni di terzi danno il Pi 5 su una media più bassa di un mini PC N100 comparabile, ma finché non lo verifico con una presa smart resta un dato da prendere con le pinze, non un argomento su cui basare la scelta
Disponibilità e stabilità del prezzo — il Pi ha subito tre rincari ufficiali in poco più di quattro mesi, contro un mercato mini PC comunque instabile ma meno soggetto a comunicati ufficiali di aumento
Quando il Raspberry Pi conviene ancora
Ci sono progetti in cui il Raspberry Pi non ha davvero un rivale, ed è onesto dirlo chiaro invece di liquidarlo come "superato": tutto ciò che dipende dal GPIO, dagli HAT camera, dalla robotica o da pipeline embedded costruite attorno a quel connettore a 40 pin resta territorio del Pi, perché nessun mini PC x86 offre lo stesso ecosistema di schede di espansione, tutorial e librerie maturate in oltre un decennio.
È la posizione più equilibrata tra quelle che ho letto in fase di ricerca: dev.to sintetizza bene il punto notando che il Pi resta la scelta migliore solo per progetti GPIO-dipendenti, mentre per l'uso homelab generico — Pi-hole, Docker, Home Assistant — le alternative x86 o l'hardware enterprise usato offrono oggi un rapporto qualità-prezzo migliore. Non è un verdetto univoco: è un verdetto segmentato per caso d'uso, ed è l'unico onesto che si può dare in questo momento.
Il consiglio pratico: principiante, homelabber o PMI
Il consiglio giusto dipende da chi lo chiede, non esiste una risposta unica valida per chiunque legga questo post. Per chi vuole imparare Linux da zero, MakeUseOf ha ragione: un mini PC usato o un hardware enterprise di seconda mano offrono oggi un'esperienza più compatibile, senza le stranezze ARM su driver e immagini Docker che chi ha già smanettato con un Pi conosce fin troppo bene.
Per chi ha già un homelab e vuole aggiungere un nodo Docker, un Pi-hole o un piccolo server Home Assistant, il calcolo è cambiato rispetto a due anni fa: un mini PC N100 nuovo, o un usato enterprise, costa uguale o meno del Pi 5 16GB e regge meglio i carichi generici. Chi invece deve continuare a smanettare con GPIO, camere o sensori — e magari ha già uno stack di HAT compatibili — non guadagna nulla a spostarsi su x86: lì il confronto va fatto su altri parametri, non sul prezzo puro.
Per una PMI che deve pianificare un acquisto hardware, il problema non è solo il prezzo assoluto ma la sua instabilità: tre rincari ufficiali in poco più di quattro mesi rendono più difficile fare un preventivo che regga per un trimestre, ed è un rischio di procurement di cui tenere conto quanto del prezzo in sé. Un mini PC N100 di un vendor consumer non è necessariamente più stabile nel tempo, ma almeno non arriva con un comunicato stampa che ne annuncia l'aumento.
Resta un solo caso in cui la risposta non cambia: se il progetto vive e muore sul GPIO, compra comunque il Raspberry Pi, e non guardarti indietro.
Comprare oggi un Raspberry Pi 5 16GB per farne un NAS o un server Docker generico, a 305 dollari, dice più cose sull'affetto per il progetto che su un calcolo razionale dei costi — ed è una scelta del tutto legittima, purché la si chiami con il suo nome.
Domande frequenti
Qual è la vera alternativa al Raspberry Pi nel 2026?
Non ce n'è una sola: dipende dal carico che deve reggere. Per l'uso homelab generico — Pi-hole, Docker, un piccolo server — un mini PC Intel N100 nuovo o hardware x86 enterprise usato battono il Pi 5 su prezzo e prestazioni CPU-bound; per la transcodifica video conta il motore hardware dedicato dell'N100. Solo per progetti GPIO, HAT camera o robotica il Raspberry Pi resta senza vero sostituto, ed è lì che va ancora comprato senza esitazione.
Conviene un mini PC N100 al posto di un Raspberry Pi?
Sì, quasi sempre: prestazioni generiche superiori, transcodifica hardware dedicata, e — verificato in diretta su un GMKtec NucBox G3 mentre scrivevo — un prezzo di listino comunque inferiore ai 305 dollari del Pi 5 16GB. Manca però il GPIO.
Perché il Raspberry Pi costa così tanto nel 2026?
La causa dichiarata da Raspberry Pi stessa è l'aumento di prezzo della DRAM LPDDR4, salita di 7 volte nell'ultimo anno per la competizione con la produzione destinata ai data center AI. Tre rincari ufficiali — dicembre 2025, febbraio e aprile 2026 — hanno portato il Pi 5 16GB da 120 a 305 dollari attuali.
Orange Pi 5 Pro è meglio del Raspberry Pi 5?
Dipende dal carico: la NPU della mia Orange Pi 5 Pro batte la CPU solo del 15-30% in inferenza LLM, non ai livelli da 10x del marketing RK3588. Come SBC generica eredita comunque lo stesso problema di categoria sui costi della memoria.
I dati sui rincari ufficiali vengono dai comunicati raspberrypi.com di dicembre 2025, febbraio e aprile 2026, il prezzo attuale del Pi 5 16GB è verificato in diretta su raspberrypi.com, la causa DRAM/AI e le dichiarazioni di Eben Upton da The Register, il confronto storico dei prezzi SBC da CNX Software, la posizione critica sul mercato hobbista da Jeff Geerling via devtalk.com, quella scettica da MakeUseOf, quella pro-Pi da tech-reader.blog e quella intermedia da dev.to; il prezzo del GMKtec NucBox G3 è verificato in diretta sul sito ufficiale del produttore.
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