Tailscale è gratis per uso personale: il piano Personal costa zero senza scadenza, fino a 6 utenti e con dispositivi illimitati. Si paga quando lo usa un'azienda: Standard costa 8 dollari per utente al mese, Premium 18, Enterprise ha un prezzo su richiesta. Prezzi e limiti sono quelli della pagina ufficiale al 1° ottobre 2026.
La domanda vale la pena di essere posta adesso perché l'8 aprile Tailscale ha cambiato i piani, e in rete girano ancora i limiti vecchi: tre utenti gratuiti, un piano Personal Plus a pagamento, un piano Starter per le aziende. Sotto c'è cosa include oggi il gratuito, dove finisce e quanto costerebbe una rete vera, la mia.
Cosa è cambiato l'8 aprile 2026
Con un articolo firmato dal cofondatore Avery Pennarun, Tailscale ha annunciato tre cambi:
il piano Personal passa da 3 a 6 utenti e resta gratuito, lo stesso limite che aveva il Personal Plus;
il Personal Plus viene ritirato: chi ce l'ha può restarci come piano «legacy» per il futuro prevedibile, oppure passare al Personal, che oggi offre lo stesso numero di utenti senza costi;
per le aziende, Starter diventa Standard: un piano più completo e, per ammissione della stessa Tailscale, un po' più caro per posto. Chi pagava già un piano mantiene il prezzo per almeno altri 12 mesi.
Le notizie italiane di aprile ne hanno parlato; mancava il quadro dei limiti che restano, che è quello che decide se pagare.
I piani di Tailscale nel 2026
Personal, 0 dollari. Fino a 6 utenti, dispositivi degli utenti illimitati, 50 risorse con tag incluse (server, router di sottorete, exit node; oltre, un dollaro al mese ciascuna), 3 gruppi nelle regole di accesso (ACL) e 1.000 minuti al mese per le risorse temporanee. Solo per uso non commerciale.
Standard, 8 dollari per utente al mese. Utenti illimitati, 10 gruppi nelle regole di accesso, la creazione automatica degli utenti dal sistema aziendale (SCIM), i ruoli avanzati e la configurazione dai sistemi di gestione dei dispositivi. Stesse 50 risorse con tag e stessi 1.000 minuti del Personal.
Premium, 18 dollari per utente al mese. 300 gruppi, 10.000 minuti per le risorse temporanee, i registri del traffico di rete, l'invio dei log a strumenti esterni, l'accesso temporaneo a una risorsa (just-in-time) e il supporto prioritario.
Enterprise, prezzo su richiesta. Limiti su misura, pagamento con fattura, contratti e livelli di servizio dedicati.
3 subnet, un Pi come firewall e VPN senza cloud — networking homelab reale
3 bridge Proxmox, un Raspberry Pi 5 come gateway con nftables e AIWALL IDS, NetBird VPN mesh per accesso remoto. Come funziona la rete del mio homelab — con i limiti che non nascondo.
Il prezzo è in dollari, come lo indica la pagina ufficiale. Le aziende hanno una prova di 14 giorni senza limite di utenti. Enti non profit e scuole hanno uno sconto del 50% sul listino; i progetti open source con licenza approvata dall'OSI possono usarlo gratis su un'organizzazione GitHub.
Cosa c'è nel piano gratuito, e cosa manca
Il Personal non è una versione dimostrativa. Ha le connessioni dirette tra dispositivi, i router di sottorete e gli exit node, MagicDNS, le regole di accesso, i peer relay, Funnel per pubblicare un servizio su internet, l'accesso con qualunque provider di identità (SSO), l'approvazione di utenti e dispositivi, i webhook e il registro delle modifiche alla configurazione. Per una rete di casa, o per raggiungere un server da fuori senza aprire porte, non manca niente.
Quello che si paga sono gli strumenti per gestire tante persone: la creazione automatica degli utenti e i ruoli avanzati da Standard in su; i registri del traffico, l'invio dei log, l'accesso just-in-time e il supporto prioritario solo da Premium.
I limiti del gratuito che si incontrano davvero sono due. Il primo sono i tre gruppi nelle regole di accesso: bastano per separare «io», «famiglia» e «server», non per una rete divisa in molti reparti. Il secondo sono le 50 risorse con tag, cioè i dispositivi che non appartengono a una persona ma alla rete: server, router di sottorete, exit node. Oltre le 50 si paga un dollaro al mese ciascuna, una soglia che una rete domestica difficilmente raggiunge.
Personale o aziendale: lo decide l'account con cui ti iscrivi
Tailscale scrive che il Personal è «adatto solo a un uso non commerciale» e fa gli esempi di un homelab, di una VPN di casa, del gioco online con gli amici. A distinguere i due casi è il dominio dell'indirizzo con cui crei la rete:
con un account Gmail, Apple o GitHub personale la rete è considerata personale e finisce nel piano gratuito;
con un dominio proprio (nome@studio.it) è considerata aziendale e parte la prova di 14 giorni; dopo si sceglie un piano.
Chi ha un dominio proprio ma usa Tailscale per sé può uscire dalla prova dal pannello e restare sul Personal. Il contrario non vale: secondo Tailscale, una rete creata con l'indirizzo di lavoro appartiene all'organizzazione che controlla quel dominio, e il piano gratuito non copre il lavoro anche se gli utenti sono meno di sei.
Per uno studio di cinque persone il conto è quindi 5 × 8 = 40 dollari al mese su Standard. Tailscale fa pagare i posti, non gli utenti attivi: un posto si occupa al primo accesso, si paga anche quando resta libero e si può riassegnare a un'altra persona nello stesso mese.
Quanto costerebbe la mia rete
Prima di passare a NetBird, a marzo, ho usato Tailscale per circa due anni nella rete di casa. Oggi uso NetBird Cloud, un servizio offerto da NetBird, che è sponsor di questo blog: non pago, quindi il mio caso non dice niente sui prezzi di NetBird, ma dice quanto spazio serve a una rete reale.
Al 1° ottobre la mia rete ha 10 macchine e 2 utenti: io e un utente di servizio. Otto macchine sono entrate con una chiave di installazione invece che con un login: fra queste i server (il nodo Proxmox che fa da router verso le sottoreti di casa, il NAS che lo affianca quando il nodo è spento) e i PC di tre amici che giocano sul mio server Minecraft e vedono solo quello. Negli ultimi trenta giorni se ne sono collegate cinque.
Portata su Tailscale, questa rete sta nel piano gratuito con margine. I server diventano risorse con tag: non occupano un posto e sono molto sotto le 50 incluse. Per gli amici ci sono due strade. La prima è invitarli come utenti: con me e tre amici si arriva a quattro posti su sei. La seconda è condividere solo il server Minecraft: la condivisione di un dispositivo esiste in tutti i piani e chi la riceve vede soltanto quella macchina dal proprio account Tailscale. La pagina dei prezzi non dice se chi riceve una condivisione conta come utente; per un uso personale non cambia niente, perché il tetto di sei basta comunque.
Il costo che ho pagato non era in fattura. Con la fibra TIM, il modem in modalità router e il firewall dietro, la rete era in doppio NAT: le connessioni dirette non si aprivano e tutto passava da un relay in Germania. A giugno ho messo il firewall in DMZ sul modem per togliere un livello di NAT, e non è bastato: al controllo del 1° ottobre le due macchine collegate al nodo di casa, da due reti diverse, passavano ancora dal relay di Francoforte, con 87 millisecondi di latenza verso il PC di un amico. Il limite sta nella mia rete, non nel servizio: qualunque VPN di questo tipo, davanti a un NAT che non lascia aprire connessioni dirette, ripiega su un relay. Su Tailscale, per chi ci incappa, c'è una via d'uscita compresa anche nel piano gratuito, i peer relay: un tuo dispositivo fa da ponte al posto dei server condivisi (qui come si configurano).
Quando conviene pagare, e quando guardare altrove
Per uso personale non c'è motivo di pagare Tailscale: il Personal fa tutto quello che serve a una rete di casa, anche con amici o familiari dentro. Ha senso uscirne solo se superi i sei utenti o i tre gruppi di regole.
Per lavoro la scelta è fra pagare Tailscale e cambiare strumento, e qui conviene guardare le condizioni oltre al prezzo. NetBird, che uso io ed è sponsor di questo blog, descrive il suo piano Free come pensato «per singoli o piccoli team» e lo limita a 5 utenti e 100 macchine; il piano Team costa 6 euro per utente al mese, con 100 macchine più 10 per utente (ogni macchina in più costa 50 centesimi al mese) e, secondo NetBird, si pagano solo gli utenti e le macchine che si sono collegati almeno una volta nel mese. Il server di controllo di NetBird si può anche installare in casa propria. Il confronto completo, funzione per funzione, è in Tailscale o NetBird; la migrazione con i tempi reali in come ho sostituito Tailscale con NetBird.
Se l'obiettivo è solo raggiungere un server di casa da fuori, senza persone da gestire, la risposta è più semplice e non costa niente con nessuno dei due: accesso remoto senza aprire porte.
Domande frequenti
Tailscale è gratis?
Sì, per uso personale. Il piano Personal è gratuito senza scadenza, con fino a 6 utenti, dispositivi illimitati e 50 risorse con tag. Non copre l'uso commerciale: per lavoro serve un piano a pagamento, da 8 dollari per utente al mese.
Posso usare Tailscale gratis per lavoro?
No. Tailscale scrive che il Personal è adatto solo a un uso non commerciale, e una rete creata con un indirizzo di lavoro appartiene all'organizzazione che controlla quel dominio. Le aziende hanno una prova gratuita di 14 giorni, poi un piano a pagamento.
Quanti dispositivi posso collegare con il piano gratuito?
Senza limite per i dispositivi delle persone: computer, telefoni e tablet degli utenti sono illimitati in tutti i piani. Il limite riguarda le risorse con tag, cioè server, router di sottorete ed exit node: 50 incluse, poi un dollaro al mese ciascuna.
Cosa succede a chi aveva il Personal Plus?
Può restare sul vecchio piano come «legacy» o passare al Personal, che dall'8 aprile 2026 ha gli stessi 6 utenti del Personal Plus ed è gratuito. Chi pagava già un piano mantiene lo stesso prezzo per almeno 12 mesi.
Quanto costa usare Tailscale con Mullvad?
Il componente aggiuntivo per uscire su internet dai server di Mullvad costa 5 dollari al mese ogni 5 dispositivi. È separato dai piani e non serve per collegare i propri dispositivi tra loro.
Resta Aggiornato
Iscriviti alla newsletter per ricevere i migliori articoli direttamente nella tua inbox.