17 marzo 2026 · 6 min lettura
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Immaginate un ragazzino di diciassette anni, ad Acireale, provincia di Catania, che nel 2007 decide di creare un videogioco horror. Non un platform, non un puzzle game — un survival horror psicologico con una suora come antagonista. Mentre i suoi coetanei giocavano a Pro Evolution Soccer, lui scriveva la bibbia di un universo narrativo che avrebbe impiegato un decennio a prendere forma. Quella creatura si chiamava Remothered, e oggi, quasi vent’anni dopo, il suo creatore non compare nemmeno nei crediti del capitolo finale.

Il 12 marzo 2026, durante il Future Games Show, Stormind Games ha annunciato Remothered: Red Nun’s Legacy, terzo e ultimo capitolo della saga horror nata dalla mente di un catanese. Il gioco è ambientato interamente in Sicilia — alle pendici dell’Etna, dentro un luogo chiamato il Convento del Cristo Morente. Le location sono ispirate a Palazzo Biscari e Palazzo Valguarnera-Gangi, due gioielli del barocco catanese e palermitano che diventano scenografia di un incubo claustrofobico.
Se avete giocato il primo Remothered, sapete cosa aspettarvi: stealth, tensione costante, un antagonista che vi bracca senza sosta. Se non lo avete mai toccato, sappiate che Gamespot lo ha definito "uno dei giochi più spaventosi di tutti i tempi". Non è iperbole da trailer — Tormented Fathers nel 2019 ha vinto il premio come miglior gioco italiano agli Italian Video Game Awards. Un horror indipendente, costruito in Sicilia, che ha battuto produzioni con budget dieci volte superiori.
Red Nun’s Legacy gira su Unreal Engine 5 e uscirà nel 2026 — data esatta ancora ignota — su PC, console e, dettaglio non banale, Nintendo Switch 2.

La storia di Remothered è inseparabile da quella di Chris Darril, nome d’arte di Mario Christopher Valenti, classe 1989. Catanese. A diciassette anni comincia a costruire l’universo narrativo di Remothered — da solo, senza studio, senza finanziamenti, con la testardaggine che riconosci subito in chi è cresciuto in una città dove fare videogiochi non era nemmeno contemplato come possibilità.
Nel 2016 co-fonda Stormind Games, sempre ad Acireale. Due anni dopo esce Tormented Fathers, e il mondo se ne accorge: 75% di recensioni positive su Steam, OpenCritic 70/100, un premio nazionale. Per un attimo sembra che la Sicilia abbia partorito il suo studio horror di riferimento.
Poi è arrivato Broken Porcelain.
"I pregiudizi che riguardano questo settore oggi sono tanti. La società è cambiata, così come sono cambiati i videogiochi. [...] Il ruolo del cattivo è rappresentato da una suora. Sicuramente frequentare un istituto scolastico di Orsoline ha influito parecchio su questa scelta." — Chris Darril, Sicilian Post, 2017
E qui la narrazione cambia registro. Perché Remothered: Red Nun’s Legacy arriva con un’assenza rumorosa: Chris Darril non esiste più. Non nei crediti, non nel trailer, non nei materiali stampa. Il creatore della saga — l’uomo che l’ha immaginata a diciassette anni, che ha scritto la lore, disegnato i personaggi, costruito il mondo — è stato rimosso come si cancella un file da un repository. SpazioGames ha documentato come persino i riferimenti su Wikipedia siano stati modificati.
Antonio Cannata, CEO di Stormind, ha dichiarato: "Siamo tornati su Remothered perché non potevamo accettare di vederlo svanire nel nulla." Una frase che suona nobile finché non la metti accanto al silenzio sul contributo di chi quel mondo lo ha creato.
"Remothered non è solo un gioco per me: è un pezzo del mio cuore. Il mio ruolo come autore e creatore dell’IP è stato completamente omesso dal trailer, dai crediti e dai materiali stampa. Questa deliberata ‘cancellazione’ del mio nome fa molto più che ignorare i diritti morali e la paternità creativa. Ho incaricato il mio team legale di intraprendere le azioni necessarie." — Chris Darril, post LinkedIn, marzo 2026

Io lavoro con il codice, non con i videogiochi. Ma la domanda di fondo è la stessa che attraversa il mondo open source, il software libero, qualsiasi progetto creativo costruito in collaborazione: quando un’idea diventa un prodotto, chi ne resta il proprietario? Il codice ha le licenze. I brevetti hanno gli inventori. Ma le visioni creative — quelle che nascono nella testa di un ragazzino siciliano e maturano per un decennio — non hanno un protocollo di attribuzione chiaro.
È una dinamica che abbiamo visto anche nel panorama indie italiano — ne avevamo parlato qui a proposito di Mother, un altro gioco italiano passato sotto silenzio. Il pattern si ripete: talento locale, visibilità internazionale effimera, e poi lo studio cresce mentre il creatore originale resta fuori dalla porta.
Stavo per scrivere che forse è solo una questione di contratti mal negoziati, di startup che crescono e fondatori che restano indietro. Poi ho guardato il trailer di Red Nun’s Legacy, e il nome di Darril non c’è. In nessun fotogramma. In nessun secondo. E il silenzio ufficiale di Stormind pesa più di qualsiasi clausola contrattuale.
Remothered non nasce nel vuoto. L’industria videoludica italiana vale 2,4 miliardi di euro, conta 14 milioni di giocatori e oltre 125 studi di sviluppo. Il tax credit per il gaming nel 2025 ha raggiunto i 12 milioni di euro. Stormind Games è classificata al quarto posto tra le 200 aziende più importanti del Sud Italia secondo Il Sole 24 Ore e Statista.
E non è sola: Saturnalia ha portato la Sardegna nel survival horror, Martha Is Dead ha raccontato la Toscana della Seconda Guerra Mondiale, The Town of Light ha ricostruito il manicomio di Volterra. C’è persino Occultus, che esplora la cabala mediterranea ambientato a Palermo. L’Italia sta costruendo un linguaggio horror proprio, radicato nei luoghi, nelle architetture, nelle ossessioni culturali di un paese che ha sempre avuto un rapporto complicato con il soprannaturale — da Dario Argento in giù.
Remothered: Red Nun’s Legacy è tre cose insieme: un horror promettente ambientato in una Sicilia barocca e inquietante, la redenzione di uno studio che ha trasformato un disastro commerciale in trampolino verso collaborazioni AAA, e una ferita aperta sulla paternità creativa nel gaming. Stormind ha tutto il diritto legale di proseguire la saga. Ma cancellare il nome di chi l’ha immaginata non è sviluppo — è revisione storica. Il gioco lo giudicheremo quando uscirà. La scelta di rimuovere Darril dai crediti possiamo giudicarla già adesso.
Fonti: Stormind Games · Steam · Balarm.it · Everyeye.it · WCCFTech · SpazioGames · Sicilian Post