5 giugno 2026 · 5 min lettura
Networking3 bridge Proxmox, un Raspberry Pi 5 come gateway con nftables e AIWALL IDS, NetBird VPN mesh per accesso remoto. Come funziona la rete del mio homelab — con i limiti che non nascondo.
HardwareQuattro switch 2.5GbE nello stesso rack, tre benchmarkati a fondo con iperf3 e uno ancora in osservazione. Numeri reali, prezzi reali, e la riga lasciata vuota dove i dati ancora non ci sono.

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Benchmark reale dell'Hasivo S600WP-4GT-1SX-1XGT-SE dopo tre settimane in produzione: 2353 Mbps, 0 retransmit e 0 bad packet sul test reverse. L’analisi completa del bottleneck RTL8125 single-queue e come lo switch risulta innocente in tutti i test.
C'è un momento preciso, mentre stacchi l'ultimo cavo e il rack resta lì spento e svuotato, in cui capisci che per le settimane successive il tuo homelab non esisterà più. Non come sistema acceso, almeno.
Ecco perché qui è calato il silenzio. Niente nuovi benchmark, niente tutorial dal banco, nessun aggiornamento ufficiale da quasi due settimane. Non perché ci siamo fermati. Perché stavamo smontando tutto per ricostruirlo meglio: dal mini-rack da 10 pollici a un vero armadio da 19, con un firewall, un backbone L3 e una catena multi-gig nuovi di zecca.
Il silenzio ha una data: il 24 maggio. Quel giorno abbiamo smontato fisicamente il rack di casa per rifarlo da zero, e tutto ciò che vive sotto homelabz.cc è stato spostato al sicuro su una VPS esterna. Il sito, l'app della differenziata, il servizio di notifiche: pubblici e funzionanti per tutto il tempo, ma fuori da casa.
Tutto il resto è stato spento. I container di Proxmox — Authentik, Vaultwarden, n8n, Ollama, Forgejo, Grafana, SearXNG, l'app della differenziata — congelati con uno snapshot e messi a dormire. Per tutto questo tempo non c'è stato un solo servizio homelab acceso in casa da cui scrivere un test. Non c'era nulla da raccontare perché non c'era nulla di acceso.
E il risultato, per chi nel frattempo apriva il sito?
Zero downtime.
La migrazione nasce da un limite fisico banale: il DeskPi RackMate T2 da 10 pollici era diventato troppo piccolo. Gli switch managed seri, quelli a piena profondità, semplicemente non ci entravano. Così abbiamo fatto il salto che prima o poi fanno tutti gli homelabber ostinati: un armadio aperto da 19 pollici, telaio WP Rack, dove ogni layer della rete ha finalmente il suo spazio e la sua altezza in unità rack.

Open frame e non armadio chiuso per una ragione pratica: in un lab domestico il vincolo vero è il calore, e un telaio aperto respira. Le orecchie rack, i patch panel CAT6A keystone, le guide: tutto montato per stare comodo durante i test, non per fare la foto perfetta. Anche se la foto, ammettiamolo, adesso viene meglio.
Il rack ricostruito è una catena di hardware arrivato grazie ai partner del blog, montata layer per layer: un firewall hardware, un backbone L3, uno switch di lavoro, un banco di test multi-gig e il livello WiFi. Niente di virtuale: ogni pezzo è fisico, montato nel rack e cablato. Ecco cosa c'è, dal gateway verso il basso.
Sul tetto del rack c'è l'appliance rossa: il Deciso DEC750, il firewall progettato dagli stessi autori di OPNsense. Dentro ha un SoC AMD Ryzen Embedded, è fanless e mette sul tavolo due porte SFP+ a 10 Gbit più tre RJ45 da 2,5 Gbit. La novità rispetto al piano iniziale è che ora una di quelle SFP+ porta fibra: l'uplink non è più solo rame.

Qui c'è la sorpresa più grossa. Il backbone L3 del rack — il cuore che instrada tra le VLAN — è uno switch Hasivo S1300WP-8XGT: un managed L3 PoE full 10G, con tutte le porte a 10 Gbit in rame. Hasivo, che era partito come switch di lavoro, è salito a fare da spina dorsale dell'intera rete.

Sotto il backbone si distribuiscono gli altri layer. Lo switch di lavoro è il piccolo Hasivo S600WP, quattro porte 2.5G PoE con uplink 10GBase-T e SFP+, quello che gira in produzione da mesi e di cui avevamo già misurato la tenuta nel benchmark in produzione dell'S600WP. Accanto c'è anche un MokerLink, lo switch a 2,5 Gbit che avevamo già in casa, con la sua porta SFP+ a 10 Gbit a fare da uplink veloce.
Il WiFi e il routing domestico passano dal kit Alta Labs — AP6, AP6 Pro, lo switch S8-POE e il gateway Route10 — la stessa alternativa in stile UniFi che avevamo aperto nell'hands-on del Route10. E in fondo c'è il banco multi-gig isolato, costruito attorno al TRENDnet TEG-S762 di cui abbiamo già fatto il primo hands-on sul nodo failover.
"Un rack di casa non è mai davvero finito: è un cantiere che non spegni mai." — homelabz
La domanda che ci arriva più spesso è: e i benchmark? La risposta onesta è che i numeri seri arrivano quando il banco è stabile dall'inizio alla fine, non a metà cablaggio. Un test di throughput fatto mentre stai ancora spostando le porte non misura l'hardware: misura il caos. E con i partner che ci hanno mandato questo hardware l'accordo è chiaro — prima il setup gira davvero in produzione, poi si pubblicano i dati.
Il pezzo che mancava è appena partito: due schede di rete da 10 Gbit per completare gli ultimi collegamenti a 10 Gbit del rack sono appena state spedite e sono in viaggio in questi giorni. Quando arriveranno potremo finalmente fare quello che ci piace di più — i numeri reali, con setup di test dichiarato — come nel confronto tra quattro switch 2.5GbE.
Quindi no, il blog non si è fermato. Si è messo in officina. Il rack non è ancora finito — ma per la prima volta ha la forma giusta, ed è acceso.
Tutte le foto sono originali del nostro rack. Hardware fornito in review dai partner: Deciso, Hasivo, Alta Labs, TRENDnet.
| Layer | Hardware | Ruolo nel rack |
|---|---|---|
| Firewall | Deciso DEC750 | Gateway, OPNsense, uplink in fibra |
| Core L3 | Hasivo S1300WP-8XGT | Backbone, routing inter-VLAN, 8× 10G PoE |
| Lavoro | Hasivo S600WP | Accesso 2.5G + uplink 10GBase-T |
| Distribuzione 2.5G | MokerLink | Switch 2,5G con uplink SFP+ a 10 Gbit |
| WiFi / routing | Alta Labs (AP6, AP6 Pro, S8-POE, Route10) | Copertura wireless e gateway domestico |
| Banco di test | TRENDnet TEG-S762 | Test multi-gig isolato, 2.5G e 10G |