Cosa succede quando un ex Principal Firmware Engineer di Ubiquiti e il co-fondatore di pfSense progettano insieme il gateway che avrebbero sempre voluto vendere? Il pacco UPS arrivato il 16 aprile dagli Stati Uniti dice che la risposta si chiama Route10, pesa 460 grammi e sta in una mano.
Questo è il primo di due tempi sul Route10. Il kit NFR (Not For Resale) è arrivato con tracking UPS 1Z5A090A6894660539, lo abbiamo estratto oggi 21 aprile e il router è appoggiato sul DeskPi RackMate T2 che usiamo come banco networking del lab domestico. Non è alimentato. Non è configurato. Non c'è ancora un cavo dentro. Ma ha già qualcosa da raccontare — e il punto di questa prima parte è esattamente quello: leggere un apparato di rete prima di accenderlo, tradurne le specifiche in scelte di lab, capire dove andrà a stare nel flusso quando sarà il momento.
Foto: Antonio — homelab personale. I due slot SFP+ del Route10: il LED mostra la velocità negoziata (10G oppure 1G-5G), non un limite hardware — entrambe le porte supportano 1/2.5/5/10 Gbps.
Il Route10 fuori dalla scatola: prima impressione fisica
Il Route10 di Alta Labs in mano sorprende per il peso: 460 grammi dichiarati, e si sentono. Chassis metallico leggero, finitura bianca opaca, dimensioni 180 x 110 x 29.8 mm che lo collocano nel sottoinsieme dei gateway compatti tipo MikroTik hEX, non dei rack 1U. Il form factor dice "mensola o rack 10" piccolo", non certo datacenter.
Il pannello frontale racconta già molto prima dell'accensione: quattro porte RJ45 a 2.5 Gbps, due gabbiotti SFP+ con etichetta serigrafata 10G / 1G-5G
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, un pulsante RESET incassato. Niente display, niente LCD. I LED di stato sono visibili anche da spento — dettaglio piccolo, ma quando il router sta in un rack buio sul fondo di un armadio fa la differenza.
Posizionamento: appoggiato a mezza profondità sul DeskPi RackMate T2 — il rack 10 pollici da 8U e 254 mm di profondità che usiamo come banco networking. Il Route10 non arriva al retro del rack: rimane sospeso sulla mensola, frontale allineato. Nella versione NFR non sono incluse le orecchie rack, quindi per ora è appoggiato e basta. Non è una soluzione definitiva — è la fotografia reale di dove sta in questo momento.
Foto: Antonio — homelab personale. Route10 posizionato sul T2 a mezza profondità. Il fit è pulito, ma le orecchie rack non arrivano col kit NFR.
Le specifiche del Route10, tradotte per il lab domestico
Le specifiche del Route10 non si leggono al datasheet e basta: vanno tradotte in cosa cambia per un lab domestico reale. Sotto il coperchio c'è un SoC Qualcomm IPQ9570 quad-core ARM a 2.2 GHz con acceleratore di rete dedicato, affiancato da un chip ausiliario Qualcomm QCA8084 che gestisce le quattro porte 2.5GbE. RAM e storage interno esatti non sono ancora stati pubblicati da Alta, quindi li lasciamo come dato mancante finché non emerge una spec sheet ufficiale con i numeri.
Offload cifratura sul chip, CPU libera per routing
Dimensioni / peso
180 x 110 x 29.8 mm / 460 g
Mezza profondità su rack 10 pollici, fit nativo su RackMate T2
Alimentazione
PSU esterna 100-240 VAC, DC 54 V / 1.3 A, max 70 W PoE incluso
Consumo contenuto per un 10G con PoE di servizio
Il dettaglio che preferiamo: il LED sopra ogni gabbiotto SFP+ indica la velocità negoziata col transceiver inserito (10G acceso fisso, 1G-5G acceso diverso), non un limite hardware della porta. In pratica entrambi gli slot SFP+ sono identici e multi-rate — la dicitura serigrafata è un indicatore di stato, non una specifica permanente. Scelta di design minore ma utile, che evita le confusioni tipiche dei gateway dove un SFP+ è 10G e l'altro è SFP 1G.
Sul fronte PoE+, Alta dichiara un budget totale di 40 W diviso sulle porte 2 e 3, conforme allo standard 802.3at (fino a 25.5 W per porta). Significa che un access point Alta AP6-PRO ci sta dentro largo, due AP Pro contemporaneamente invece si dividono il budget — e se aggiungi una camera PoE al giro inizia a stringere. Non è un power injector da 90 W, è un gateway compatto con PoE di servizio integrato. Per coprire un piano di casa con due AP Alta alimentati direttamente dal router è esattamente il budget giusto.
Domanda diretta al lettore: vale la pena sostituire un gateway homebrew funzionante con un apparato proprietario chiuso? La risposta dipende da cosa ti costa la manutenzione. Un firewall custom su Pi ha zero licenze e zero vendor lock-in, ma ogni aggiornamento del kernel, ogni patch iptables, ogni regola dimenticata è tempo tuo. Un Route10 accentra tutto in un controller — cloud gratuito, on-premise, o container self-host — e scarica la manutenzione di base. Il compromesso è evidente: stabilità e supporto firmware contro libertà totale. Non esiste la risposta giusta, esiste quella tua.
Prezzo. 199 USD MSRP negli Stati Uniti (Amazon, Newegg, Micro Center), 218,16 EUR da Wifimedia.eu — al momento l'unico distributore europeo che siamo riusciti a identificare con prezzo trasparente. Sotto all'Ubiquiti UDM-SE (379 USD) e sopra al MikroTik RB5009UG+S+IN (~150 USD), che però non ha PoE di default e monta RouterOS, filosofia completamente diversa.
Chi c'è dietro Alta Labs e come si aggiorna il Route10
Alta Labs non è una startup nel senso romantico del termine. È la divisione networking di SoundVision Technologies — stesso gruppo che possiede TruAudio e VSSL, oltre vent'anni di hardware audio professionale alle spalle. Fondata nel 2022, ha un team con un DNA molto specifico: CEO Chase con background MSP, CTO Jeff Hansen che ha fatto per sei anni il Principal Firmware Engineer in Ubiquiti (2016-2022), e Principal Architect Chris Buechler — co-fondatore di pfSense nel 2004, poi sette anni in Ubiquiti, entrato in Alta Labs nel 2024 per lavorare espressamente su Route10 e switch.
Foto: Antonio — homelab personale. Il simbolo [A] stilizzato di Alta Labs sul lato del Route10, illuminato dal LED di stato.
18 mesi di sviluppo continuo
Tanto è passato fra il primo firmware pubblico (versione 1.3i del 4 ottobre 2024) e quello attuale (1.4y del 20 aprile 2026), secondo le release notes ufficiali sul forum Alta. Diciotto mesi in cui sono arrivate via aggiornamento feature enterprise che al momento della review ServeTheHome ancora mancavano: LAG, OSPF, policy-based routing. È uno dei pochi segnali attendibili di quanto un produttore investa davvero sul firmware dopo il lancio — e spesso è il dato che fa la differenza fra un router che ami fra due anni e uno che rivendi su eBay.
La gestione è in tre sapori: controller cloud Alta gratuito, hardware controller on-premise, o controller self-host scaricabile come container. Il setup iniziale passa da app mobile, interfaccia web (192.168.1.1, setup.lan, setup.localdomain) o Bluetooth. L'ecosistema include access point WiFi 6 (AP6 / AP6-PRO / AP6-PRO-Outdoor / AP6W) e switch PoE da 8 a 48 porte — la promessa di Alta è una lineup unica con controller integrato, senza licenze. Per chi viene da UniFi e ha quattro applicazioni separate da tenere sincronizzate, il salto culturale c'è.
Il Route10 non è un clone di pfSense con vernice diversa: è una filosofia diversa. Chi cerca BGP complesso, VRRP aggressivo, CARP, syncookies tunati a mano — il parco giochi pfSense avanzato — troverà qui un'esperienza più guidata e integrata, con il vantaggio di un controller unificato e di hardware che dialoga nativamente con tutto l'ecosistema Alta. Chi cerca un gateway silenzioso, con PoE di servizio, 10G pronto all'uso e un setup pulito, trova esattamente quello che cerca a un prezzo che nessun altro offre nello stesso form factor. E il grosso dei lab domestici oggi sta proprio in questa seconda fascia.
Cosa aspettarsi dal prossimo step dell'hands on
Il router è appoggiato, le specifiche sono sul tavolo, l'ecosistema è mappato. Il prossimo hands-on riguarderà l'accensione: primo boot, setup via app mobile contro setup via web, migrazione delle VLAN dal nostro attuale gateway Pi, attivazione dell'access point dalla scatola ancora chiusa, e i primi test di throughput reale sulle 2.5GbE.
Primo boot e claim del router sul controller Alta cloud contro self-host container
Migrazione graduale delle tre subnet attuali (management, client, IoT) dal firewall Pi al Route10
Throughput LAN multi-flow su 2.5GbE e NAT performance con traffico misto
PoE reale con AP Alta acceso: draw misurato su singola porta e budget totale effettivo
Stabilità firmware 1.4y su sette giorni di esercizio — metrica più onesta di qualsiasi benchmark spot
C'è un'asimmetria interessante fra quello che il Route10 sembra in mano — compatto, leggero, quasi sottovalutato — e quello che ha dentro: un SoC pensato per gateway multi-gig, una PSU da 70 W che alimenta PoE per due access point, un firmware con 18 mesi di release serrate alle spalle. La domanda vera non è se funziona: è se il controller Alta ci convincerà abbastanza da tenere questo router come gateway principale del lab domestico, o se finirà come sperimentale su una subnet di test mentre il Pi continua a fare il suo mestiere.
Tu cosa faresti? Lo metteresti in produzione come gateway primario fin dal primo giorno, o aspetteresti i benchmark completi prima di migrarci sopra il traffico reale? Scrivicelo. La prossima puntata arriva quando il LED di power si accende per la prima volta — e vedremo insieme cosa sa fare davvero il chip IPQ9570 quando i pacchetti smettono di essere specifiche e diventano traffico.