Il MokerLink stava sopra il MikroTik. Il MikroTik stava su uno scaffale Ikea. I cavi Ethernet uscivano da tutti i lati come spaghetti a mezzogiorno. E ogni volta che dovevo tracciare una connessione, spostavo qualcosa — e cadeva qualcos'altro.

Non è una situazione rara. Chiunque abbia iniziato un homelab sa come va: il primo switch arriva, lo appoggi su una superficie piana. Poi arriva il router. Poi il secondo switch. A un certo punto hai uno stack di gear che regge la propria struttura solo per attrito, e ogni riavvio diventa un'operazione di campo.
Ho ricevuto il DeskPi Rack Mate T2 come campione per review, e l'ho usato per risolvere esattamente questo problema — o almeno, ho iniziato. Perché questo post non racconta la fine della storia. Racconta l'inizio di una build.
Perché un desk rack e non qualcos'altro
Le opzioni erano tre. Un rack wall-mount a parete, che non volevo — la parete dell'ufficio non è attrezzata e bucare per un rack da 10U non era nei piani. Un rack tower 19" open-frame, che occupa mezzo metro quadrato di pavimento e richiede gear che non ho (e che costa il doppio). Oppure un desktop rack da scrivania, piccolo, ordinato, compatibile con il gear 10 pollici che ho già.
Il formato 10" è diventato lo standard de facto per gli homelab da scrivania solo nel 2025 — Jeff Geerling ha documentato oltre 70 build su mini-rack.jeffgeerling.com — e DeskPi ha colto il momento giusto con il RackMate. Il T2 è il modello più alto della gamma principale: 12U, pensato per chi ha già esaurito le 8U del T1 o parte direttamente da un setup più ambizioso.






