Siamo tornati da IFA 2026 con la stessa lista con cui eravamo partiti: switch gestiti, alimentazione PoE, un gruppo di continuità (UPS) adeguato. Di quella lista non c'era quasi niente. Di rete la fiera era piena, ma di Wi-Fi domestico. Al posto degli apparati che cercavamo c'erano mini PC e NAS costruiti per eseguire in sede i modelli di intelligenza artificiale.
La prima cosa che si vede entrando non sono i server, sono i telefoni. Banchi di ricambi, cover, batterie, display, moduli fotocamera: fila dopo fila di aziende che vendono il pezzo da sostituire quando il telefono cade. Eravamo entrati dal padiglione dei rivenditori, perché è lì che dovevamo lavorare, e per mezz'ora abbiamo avuto la sensazione di essere finiti alla fiera sbagliata.
Non era la fiera sbagliata: è il mercato che si è spostato, e camminando tra i padiglioni lo si vede con una chiarezza che i comunicati stampa non hanno.
Di rete ce n'era, ma domestica
Sostenere che a IFA mancassero gli apparati di rete sarebbe falso: ce n'erano parecchi. TP-Link con Deco e Tapo, FRITZ! di AVM, Cudy, Mercusys, GL.iNet. Wi-Fi 7 ovunque, sistemi mesh, ripetitori, router che si configurano dal telefono.
Ma è un altro mestiere. Un sistema mesh copre bene una casa su due piani, non un ufficio. In un ufficio servono LAN virtuali (VLAN) separate per produzione e ospiti, porte PoE che alimentano telecamere e access point senza alimentatori sparsi, un apparato che sta nell'armadio rack e non si blocca quando parte il backup notturno.
I costruttori che quel mestiere lo fanno — TRENDnet, MokerLink, Hasivo, Alta Labs — non c'erano. L'unico produttore di rete da armadio che abbiamo incrociato in cinque padiglioni è Netgear, e non aveva nemmeno uno stand: un tavolo nel Reseller Park, il padiglione pensato per i rivenditori, lontano dalle hall dove passa il pubblico.
Sembra un dettaglio, ed è invece la notizia: la rete professionale ha lasciato la vetrina ed è finita nel catalogo del distributore.
Sull'alimentazione è andata peggio. Gruppi di continuità dei costruttori tradizionali: nessuno, né Eaton, né APC, né Riello. In cinque giorni di fiera l'apparato che tiene in piedi tutto il resto non aveva un banco. C'erano le stazioni di accumulo portatili di EcoFlow, Bluetti e Anker, che sono un'altra cosa: reggono un blackout, e le più recenti commutano in meno di 20 millisecondi, ma non sono gruppi di continuità online a doppia conversione né apparati da rack dimensionati sull'armadio.
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L'armadio è entrato in una scatola
Apparati per chi costruisce infrastruttura, a IFA 2026, ce n'erano. Solo che non avevano la forma di uno switch, ma quella di un computer che esegue i modelli da solo.
Minisforum ha portato la MS-S1 MAX-P495: Ryzen AI Max+ PRO 495, grafica Radeon 8065S, fino a 192 GB di memoria unificata di cui 160 assegnabili alla GPU, 131 TOPS dichiarati in tutto (55 dalla sola NPU). Accanto, la macchina davanti a cui mi sono fermato più a lungo: l'N5 MAX-P495, che Minisforum presenta come AI Agent NAS. Un NAS che esegue i modelli. Non un NAS che conserva i dati mentre il calcolo lo fa un'altra macchina, ma un NAS con dentro lo stesso processore della workstation, perché l'inferenza avvenga lì.
GEEKOM, stand H6.2-119, presentava l'A9 Mega: Ryzen AI Max+ 388, 64 GB di memoria unificata, un'unità SSD Phison dedicata all'inferenza. Sullo stand la promessa era scritta in grande: quanta intelligenza artificiale si può tenere in sede senza installare un armadio. GMKtec esponeva l'EVO-X2 su Ryzen AI Max+ 395, oggi a listino con 64 o 128 GB: da 1.959,99 a 3.359,99 euro sul negozio online europeo del produttore.
Per chi gestisce l'infrastruttura di un'azienda il cambiamento è concreto. Fino a poco fa, eseguire in sede un modello da 70 miliardi di parametri quantizzato a 4 bit richiedeva due schede grafiche di fascia alta o una professionale da 48 GB, un alimentatore adeguato e un locale tecnico dove confinarne il rumore. Oggi lo stesso carico di lavoro sta in un apparecchio grande come un libro. I produttori ne fanno l'argomento principale: secondo loro, per questo carico l'armadio non serve più.
Prima di metterci le mani, però, un'avvertenza. I TOPS delle schede prodotto sono il numero meno affidabile della fiera. Quando ho misurato quanto rende davvero una NPU rispetto alla CPU su piattaforma ARM, il guadagno è rimasto fra il 17 e il 27%, non dieci volte tanto. E sui Ryzen AI la strada tra "il chip c'è" e "il chip si può usare su Linux" è stata lunga e piena di rinvii.
Due tastiere, la stessa tecnologia, due strade
Il secondo comparto che ho seguito sono le periferiche, e lì è emersa una convergenza che si nota solo camminando tra i banchi.
Da Akko, hall 7.2b, il banco era allestito per i dieci anni del marchio: nuove tastiere in disposizione ISO europea, la linea magnetica HE e TMR (quest'ultima col marchio gemello MonsGeek), mouse in fibra di carbonio, un controller arcade. Una tastiera l'ho provata al banco, e ho parlato a lungo con chi seguiva lo stand. Nessun accordo, per ora: lo scrivo adesso perché, se ce ne sarà uno, risulti dichiarato prima.
Pochi banchi più in là, nella stessa hall 7.2, c'era Lofree, con le tastiere esposte ma non utilizzabili. Il prodotto di punta però è già sul mercato: la Hyzen. Lo switch proprietario Nexus, sviluppato con Kailh, mette un magnete nello stelo di uno switch meccanico con lamelle di contatto vere, e la pressione la legge, a scelta, il contatto meccanico oppure un sensore magnetico TMR sul circuito stampato. Secondo Lofree, il Rapid Trigger ha una sensibilità di 0,01 mm; l'interrogazione arriva a 8.000 Hz via cavo e anche col ricevitore senza fili a 2,4 GHz, la batteria è da 10.000 mAh e il circuito accetta sia switch magnetici sia meccanici tradizionali. Su Kickstarter ha raccolto circa 1,7 milioni di dollari (13,5 milioni di dollari di Hong Kong) contro un obiettivo di circa diecimila.
Il dato interessante non riguarda nessuna delle due tastiere: due aziende nella stessa hall puntano sulla stessa tecnologia magnetica arrivandoci da parti opposte, Akko estendendo una gamma meccanica che aveva già, Lofree fondendo i due principi in un componente solo. Quando due concorrenti convergono partendo da così lontano, è probabile che abbiano letto gli stessi dati di vendita.
Perché qui non c'è una recensione
Ho parlato con tutti i produttori di mini PC presenti e con nessuno ho concluso niente: nessun accordo, nessun esemplare in prova, nemmeno un contatto da richiamare. Sono aziende a cui nei mesi scorsi avevo già scritto senza ricevere risposta, e presentarsi di persona non è bastato.
Potrei ometterlo, e fare quello che si fa di solito: dieci minuti al banco, quattro foto, un video entusiasta e un titolo con dentro la parola "provato". Non lo faccio perché non sarebbe informazione. Una macchina che deve eseguire un modello da 70 miliardi di parametri non si giudica in dieci minuti, con la ventola già al massimo, in un padiglione affollato e con l'addetto che aspetta. Si giudica tenendola accesa per settimane: token al secondo con la memoria piena, comportamento alla terza ora sotto carico, assorbimento reale alla presa. È lo stesso metro con cui ho scritto che il Raspberry Pi non conviene più: prezzi alla mano, non impressioni.
Il bilancio di IFA 2026, quindi, è fatto di domande. Un NAS che esegue l'inferenza regge il modello mentre serve i file, o rallenta al primo backup? Quanti token al secondo si ottengono davvero da 192 GB di memoria unificata, e con quale quantizzazione? Quanto valgono quei 131 TOPS fuori dalla scheda prodotto? Sono le verifiche che voglio fare, e i risultati usciranno qui.
Una cosa però l'ho capita senza banchi di prova, ed è la ragione per cui il viaggio è servito. Siamo partiti con una lista di apparati di rete e siamo tornati con una lista di macchine per il calcolo locale. Non è una sostituzione: la rete serve ancora, e per quella ormai si passa dal distributore, non da una fiera. È la vetrina che ha cambiato discorso, dall'infrastruttura che collega alla potenza di calcolo tenuta in sede, che sia un'azienda o un appartamento.
A Berlino siamo stati una sola domenica, nel pieno del fine settimana. Il viaggio l'abbiamo fatto con ALS Informatica, l'azienda per cui lavoro come tecnico: senza di loro questo articolo non esisterebbe, ed è per questo che l'ho dichiarato in apertura. Grazie.
Domande frequenti
Quando si è tenuta IFA 2026 e quanti espositori c'erano?
IFA 2026 si è svolta dal 4 all'8 settembre 2026 alla Messe Berlin, con circa 1.900 espositori nell'elenco ufficiale. I visitatori privati entrano tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 (il venerdì dalle 12:00); l'unica area chiusa al biglietto privato è IFA Global Markets, riservata agli operatori.
A IFA 2026 c'erano switch gestiti e apparati di rete professionali?
No. Gli apparati di rete presenti erano quasi tutti domestici: sistemi mesh, ripetitori e router di TP-Link, FRITZ!, Cudy, Mercusys e GL.iNet. I produttori di switch gestiti e PoE che homelabz segue — TRENDnet, MokerLink, Hasivo, Alta Labs — non erano presenti, e l'unico costruttore di rete da armadio, Netgear, aveva un tavolo nel Reseller Park, l'area pensata per i rivenditori.
Quali sistemi per l'intelligenza artificiale in locale sono stati presentati a IFA 2026?
Il Minisforum MS-S1 MAX-P495 con Ryzen AI Max+ PRO 495 e fino a 192 GB di memoria unificata, l'N5 MAX-P495 dello stesso produttore, presentato come AI Agent NAS, il GEEKOM A9 Mega con Ryzen AI Max+ 388 e 64 GB di memoria unificata per modelli da 70 miliardi di parametri, e il GMKtec EVO-X2 su Ryzen AI Max+ 395 con 64 o 128 GB.
C'erano gruppi di continuità a IFA 2026?
Nessuno dei costruttori tradizionali: né Eaton, né APC, né Riello. Erano presenti le stazioni di accumulo portatili di EcoFlow, Bluetti e Anker, che reggono un blackout e in molti casi commutano in meno di 20 millisecondi, ma non sostituiscono un gruppo di continuità online o da rack dimensionato per un armadio di rete.
Cos'è la Lofree Hyzen e perché se ne parla?
Lofree la presenta come la prima tastiera meccanica e magnetica insieme: lo switch Nexus, sviluppato con Kailh, ha un magnete nello stelo e lamelle di contatto vere, e la pressione si può far leggere al contatto meccanico o a un sensore TMR sul circuito. Secondo Lofree, il Rapid Trigger ha una sensibilità di 0,01 mm e l'interrogazione arriva a 8.000 Hz anche col ricevitore senza fili a 2,4 GHz. Su Kickstarter, tra aprile e maggio 2026, ha raccolto circa 1,7 milioni di dollari a fronte di un obiettivo di circa diecimila.
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