Oasi Digitale vs la realtà: Ragusa è davvero la Silicon Valley del Sud?
Tredici aziende ICT di Ragusa si uniscono in una rete d'impresa, dichiarano €350 milioni di fatturato aggregato e 1.300 dipendenti, organizzano un hackathon che attira 400 studenti. I giornali titolano Silicon Valley iblea. Io ho preso i numeri e li ho messi in fila.
Il risultato è più sfumato di quanto vorrebbero raccontarci — ma anche più interessante.

I punti di forza: quello che funziona davvero
Partiamo da ciò che è solido. Oasi Digitale non nasce dal nulla: è l'aggregazione formale di aziende che operano nel territorio ibleo da 25-35 anni. Argo Software gestisce i sistemi dell'80% delle scuole italiane con €15,7 milioni di fatturato. Ricca IT ha superato i €30 milioni e ha lanciato Arianna, un progetto di AI generativa. Non stiamo parlando di startup in garage.
- 1.300 dipendenti distribuiti su 13 aziende — una densità occupazionale rara per una provincia di 320.000 abitanti
- Valore aggiunto provinciale 2024: €6,47 miliardi (+2,84%), in crescita costante
- Hack Your Talent 2026: 400+ iscritti, 130 selezionati, 16 team — numeri notevoli per un territorio con pochissime sedi universitarie
- Argo Software: caso unico in Italia di azienda siciliana che domina un mercato nazionale (gestione scolastica)
Il dato che mi ha colpito di più: 400 studenti che si iscrivono a un hackathon in una provincia che non ha un politecnico. Vuol dire che il bacino di interesse c'è, anche se le infrastrutture formative non lo riflettono.
Le criticità: dove la narrazione scricchiola
E adesso la parte scomoda.
Il fatturato aggregato di €350 milioni include aziende che non sono propriamente ICT. LBG Sicilia, ad esempio, opera nel settore degli ingredienti alimentari. Contarla nel "polo tech" gonfia i numeri. Il dato secondo cui Ragusa genererebbe il 42% del fatturato ICT siciliano è auto-dichiarato dalle stesse aziende della rete — non esiste una verifica ISTAT indipendente.





