18 marzo 2026 · 5 min lettura
CybersecurityBaudr di Grenbaud, social costruito con vibe coding e 40 euro, bucato in ore. Admin aperto, dati esposti: anatomia tecnica dello scandalo.
Intelligenza ArtificialeSora chiude: sei mesi, $2.1M di revenue, $15M/giorno di costi. Disney ghostata, deepfake fuori controllo. Ma Open-Sora gira sul tuo homelab.

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Trump incassa il 25% su ogni chip Nvidia venduto alla Cina. I chip finiscono nei sistemi militari del PLA. E per la prima volta in 30 anni, niente GPU nuove per chi gioca o fa homelab.
GamesAndMovies.it ha venduto pre-ordini per giochi che non esistono. GTA 6 a 30 euro, The Last of Us 3 a scatola chiusa, Alien Isolation 2 — un titolo che nessun publisher ha mai annunciato. E migliaia di persone hanno pagato.

GM Distribuzioni SRL — la società dietro GamesAndMovies.it — ha chiuso il 2024 con 3.049.280 euro di fatturato e un utile netto di 84.960 euro. Margine del 2,8%. Con 6-9 dipendenti, un magazzino dichiarato di oltre 50.000 prodotti e una sede da 800 metri quadri prima a Rimini, poi trasferita a Lainate. Numeri che, sulla carta, sembrano quelli di un’azienda in salute. Ma la carta mente.
Il modello era semplice, quasi elegante nella sua brutalità: vendi pre-ordini a prezzi stracciati — 30-50 euro contro i 70-80 di listino, sconti fino al 63% — e usa la liquidità incassata oggi per pagare le spese di ieri. Funziona finché il flusso di nuovi clienti cresce. Quando si ferma, crolla tutto.
Schema Ponzi con la copertina di Mario Kart.
Estate 2025: Nintendo annuncia Switch 2 a 470 euro. GamesAndMovies l’aveva messa in pre-ordine a 360 euro. Cento clienti — lo conferma la stessa azienda in una mail del 16 giugno 2025 — non hanno mai ricevuto la console. I distributori esteri hanno iniziato a bloccare le forniture. Il castello di carte ha preso fuoco.
Un insider identificato solo come M.R. lo ha detto chiaramente: "I problemi sono iniziati quando i fornitori esteri hanno cominciato a bloccare i loro acquisti." Tradotto: quando chi vende davvero i prodotti si è accorto che GM non pagava.
Io, sinceramente, non riesco a capacitarmi di come qualcuno abbia potuto guardare questi numeri e pensare "sì, regge". Un margine del 2,8% su un modello che dipende interamente dalla crescita perpetua dei pre-ordini. Bastava un trimestre storto — ed è arrivato.

Questa è la risposta dell’assistenza clienti GM a un cliente che lamentava ritardi, il 4 luglio 2025. Documentata, screenshottata, incontrovertibile. Le risposte intimidatorie — minacce di diffida incluse — erano la norma, non l’eccezione. Un community manager a partita IVA, che secondo le testimonianze raccolte da UAGNA non veniva nemmeno pagato, faceva da scudo umano tra l’azienda e migliaia di clienti inferociti.
Il 12 novembre 2025 arriva l’ultima rassicurazione pubblica. Poi il silenzio. Tre mesi di nulla fino al comunicato del 27 febbraio 2026, dove il fondatore Matteo Semprini parla di "criticità strutturali accumulate nel tempo" e di "un modello di business non adeguatamente supportato dalla filiera distributiva." Come dire: non è colpa nostra, è colpa dei fornitori.
Sbagliato.
Devo dire una cosa impopolare. I consumatori che hanno pre-ordinato GTA 6 a 30 euro da un sito che nessun grande distributore riconosceva — sono vittime, certo. Un cliente ha dichiarato di avere 9.000 euro bloccati. Un altro 700. Soldi veri, di famiglie vere. Ma lo sconto del 63% su un gioco senza data di uscita era la bandiera rossa. Lo sconto impossibile è sempre un segnale: se è troppo bello per essere vero, probabilmente è il portafoglio di qualcun altro.
E adesso? Con la liquidazione giudiziale disposta il 17 marzo 2026 dal Tribunale di Milano — procedura 167/2026, curatore il dott. Pierpaolo Galimi — i consumatori sono creditori chirografari. Significa: ultimi in fila, dopo dipendenti, Stato e fornitori. Le probabilità di rivedere quei soldi le potete immaginare. PayPal copre 180 giorni — su pre-ordini a 12 mesi è inutile come un ombrello in un uragano.
Facciamo un passo indietro. Il 76% delle vendite software PS5 è digitale — dato Sony. Il 49% delle PS5 vendute negli USA è il modello senza lettore. Per Xbox si arriva al 66%. GameStop Italia ha ceduto oltre 250 negozi a Cidiverte a novembre 2024. Il retail fisico videoludico sta morendo, e GamesAndMovies ha provato a costruire un impero di 100 negozi franchising nel momento peggiore della storia per aprire un negozio di videogiochi fisici.
Per chi, come noi su homelabz.cc, ragiona in fatto di proprietà reale dei propri dati e del proprio software, c’è una lezione più profonda. Il pre-ordine fisico è il massimo livello di "non possesso": paghi oggi per qualcosa che non esiste, che arriverà forse, tramite un intermediario che potrebbe fallire. GOG.com resta l’unica piattaforma DRM-free dove i giochi sono davvero tuoi. E se volete giocare online senza dipendere da nessuno, un server Minecraft o Valheim sul vostro homelab è sempre la scelta che non vi tradisce. La sovranità digitale non è solo per i file — è per tutto.
GamesAndMovies.it non è fallita per sfortuna, per il mercato ostile o per i fornitori cattivi. È fallita perché ha costruito un business strutturalmente insostenibile — pre-ordini a prezzi impossibili finanziati dalla cassa dei clienti successivi — e ha continuato a vendere anche quando i segnali di collasso erano evidenti a chiunque volesse guardarli. La liquidazione giudiziale del Tribunale di Milano non è un incidente: è la conseguenza naturale di un modello che funzionava solo finché cresceva. Chi ha perso soldi merita tutela, ma merita anche la verità: nessuno sconto del 63% è un regalo. È sempre un costo che paga qualcun altro.
Fonti: UAGNA — Inchiesta parte 1, UAGNA — Inchiesta parte 2, Everyeye, Tom's Hardware, Altroconsumo, SpazioGames, BusinessOnline