E se il prossimo Lovable lo facessi girare su un Raspberry Pi nel tuo salotto?
Tinykit è un app builder open-source che promette di fare con le web app quello che PocketBase ha fatto con i backend: ridurre tutto a un singolo binario, zero dipendenze, deploy in secondi. In un mercato che nel 2026 vale tra i 30 e i 49 miliardi di dollari, un progetto con 408 stelle GitHub e un solo contributor suona come una follia. O come l’inizio di qualcosa.
Un file Svelte, un database SQLite, un’app intera
L’idea di Matthew Morris — unico sviluppatore dietro il progetto, profilo GitHub elemdos, nessuna altra traccia pubblica — è brutalmente semplice. Ogni app che crei con Tinykit è un singolo file .svelte accoppiato a una collection PocketBase. Niente Docker compose con quindici servizi. Niente pipeline CI/CD da configurare. Scrivi (o fai scrivere all’AI) il tuo componente Svelte, Tinykit lo impacchetta con Vite e lo serve. Deploy in 1-2 secondi. Lo stack è Svelte al 60.5%, TypeScript al 30.8%, PocketBase come backend con SQLite dentro, Tailwind per lo stile. Se hai mai usato PocketBase per un side project, sai già metà della storia.

La repo è pubblica dal 10 dicembre 2025. Versione attuale: v0.0.1.
La generazione del codice avviene via LLM — supporta OpenAI, Anthropic (Claude) e Gemini con il modello BYOK, bring your own key. Tu porti la chiave API, Tinykit la usa per generare i componenti Svelte. Nessun vendor lock-in sull’AI, almeno in teoria.
Il confronto che tutti vogliono fare
Lovable ha raggiunto 100 milioni di dollari di ARR in 8 mesi e genera oltre 3 milioni di app al mese (100.000 al giorno). V0 di Vercel e Replit hanno raccolto centinaia di milioni in venture capital. Tinykit ha 139 commit e un contributor. Il confronto è impari, ma è proprio questo il punto.
- Lovable/v0/Replit: cloud-hosted, pricing per app o per seat, i tuoi dati sui loro server




