"Non possiamo garantire che i dati dei cittadini francesi non vengano trasmessi alle autorità statunitensi senza il consenso del governo francese."
Non l'ha detto un attivista privacy. Non è un estratto di un rapporto di Greenpeace sul cloud. È la testimonianza sotto giuramento di Anton Carniaux, Direttore Affari Pubblici e Legali di Microsoft France, davanti al Senato francese nel giugno 2025. Lo stesso periodo in cui Microsoft promuoveva attivamente i propri "European Digital Sovereignty Commitments" — elaborazione dati in-country, localizzazione dei server, garanzie europee.
Questa è la contraddizione al centro del dibattito sulla cloud europeo sovranità digitale. Non un'ambiguità normativa. Non un malinteso tecnico. Una contraddizione esplicita, giurata davanti a un'istituzione statale.
Il cloud europeo sovranità digitale che non esiste
Gaia-X nasce nel 2019 con un'ambizione chiara: costruire un'infrastruttura cloud federata europea che non dipendesse dagli hyperscaler americani. Lancio ufficiale nel giugno 2020, conferenze, dichiarazioni ministeriali, il sostegno dei governi francese e tedesco. Pareva la risposta strutturale alla dipendenza tecnologica europea.
Poi Amazon, Microsoft e Google furono ammessi come membri.
Frank Karlitschek, CEO di Nextcloud — uno dei pochi player europei con un'alternativa reale — ha descritto il meccanismo con precisione chirurgica in un'intervista al The Register del gennaio 2024:
"Lo hanno fatto in modo molto intelligente... inondando il progetto di documenti, persone e regolamentazioni. E le piccole organizzazioni come Nextcloud non riuscivano più a partecipare, perché non abbiamo le risorse per leggere mille pagine di documenti ogni volta." — Frank Karlitschek, CEO Nextcloud, The Register, gennaio 2024
Novembre 2021: Scaleway, membro fondatore francese, abbandona il progetto al vertice di Milano lamentando "troppa ingerenza straniera" e denunciando che Gaia-X era stato dirottato a favore degli hyperscaler americani. Febbraio 2025: EuroStack pubblica "Gaia-X: Chronicle of a Failure Foretold". Quello stesso anno, Agdatahub — altro membro fondatore — viene liquidata dopo aver ricevuto €4,8 milioni di finanziamenti pubblici. Oggi Gaia-X AISBL esiste ancora, conta oltre 370 membri e pubblica standard tecnici. Non ha alcun impatto misurabile sul mercato.
I dati di mercato confermano la traiettoria. Nel 2017 i provider cloud europei detenevano il 29% del mercato europeo. Nel 2024: 15%. Sette anni di dibattito politico, miliardi di dichiarazioni d'intenti, e la quota europea si è dimezzata. I tre hyperscaler USA controllano oltre il 70% di un mercato da €61 miliardi.





