NetworkingHo ricevuto il sample da TRENDnet e l'ho messo subito al lavoro sul pve2. Il primo benchmark dice già la cosa che volevo verificare: il path pve↔pve2 attraverso MokerLink core e TRENDnet failover, con i due switch interconnessi a 2.5G, satura davvero a 2.5G end-to-end.
HardwareSei test iperf3 sul cluster Proxmox con lo switch MokerLink 2G080110GS: 941 Mbps TCP, 0% packet loss UDP, latenza 0.124 ms. Il bottleneck non è lo switch da 79.99 dollari.

16 aprile 2026 · 7 min lettura
Quattro switch 2.5GbE nello stesso rack, tre benchmarkati a fondo con iperf3 e uno ancora in osservazione. Numeri reali, prezzi reali, e la riga lasciata vuota dove i dati ancora non ci sono.
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Quanti diagrammi del tuo homelab hai iniziato su draw.io e poi abbandonato? Il terzo container che aggiungi, le linee che si incrociano, una modifica che richiede venti minuti di drag manuale. Ho perso il conto dei miei tentativi. Poi è apparso Homelable — un tool open-source che in 40 giorni ha raccolto 1.100 stelle su GitHub, 35 fork e 20 release. L'ho installato sul mio cluster Proxmox per capire se l'hype fosse giustificato.
Spoiler: lo è. Ma non per i motivi che pensavo.
Homelable homelab visualizer nasce da Remy Jardinet, IT Architect presso Eleven Labs in Francia. TypeScript al 71% per il frontend, Python al 27% per il backend, scanning via nmap e un canvas interattivo dove i dispositivi appaiono dopo la scansione. Health check multi-protocollo (ping, HTTP, HTTPS, SSH, Prometheus, endpoint /health) e — dettaglio che mi ha fatto alzare un sopracciglio — un server MCP integrato che espone la topologia a Claude Code e Claude Desktop sulla porta 8001.

Chiedi all'AI "cosa c'è sulla mia rete?" e lei risponde dal tuo infra reale. Non da una knowledge base statica.
Ho dedicato un container LXC a Homelable: CT 125, Debian 12, 2 CPU, 2 GB di RAM. Docker 29.4 installato, docker compose up e via.
No. Non è andata così.
Primo problema: lo script community LXC richiede un terminale interattivo — inutile se vuoi automatizzare. Secondo: Docker non parte senza iptables in un CT unprivileged. Serve il flag nesting=1 o un container privileged. Terzo — e questo mi ha fatto perdere mezz'ora: il backend in bridge network non raggiunge le subnet fisiche. I container Docker vedono solo la rete del bridge. La soluzione è brutale ma funziona: network_mode: host nel docker-compose.
# docker-compose.yml — fix per scanning subnet
services:
backend:
network_mode: host # senza questo, nmap non vede le subnet fisicheChi ha già lottato con Docker dentro Proxmox sa di cosa parlo. Ogni volta che pensi "sarà un comando" il tuo homelab ti ricorda che no, non sarà mai solo un comando.


Risolti i problemi di setup, ho puntato nmap sulla subnet principale: 10.0.10.0/24. Risultato: 17 dispositivi scoperti automaticamente. Non uno di meno, non uno sbagliato.
Homelable li ha messi in coda "Pending Devices", pronti per essere trascinati sul canvas. Lo scanner ha identificato i servizi correttamente: Proxmox API, Grafana, OpenResty/Nginx Proxy Manager, Forgejo, Authentik SSO, Next.js, Node.js Express. Tutti e 17 i dispositivi con health check online — ping + HTTP.
Quel 15 ms dello switch MokerLink contro i 148 ms di Authentik racconta qualcosa: l'hardware dedicato risponde sempre più veloce di un servizio SSO che deve consultare LDAP, generare token e validare policy. Non è un difetto di Authentik — è la fisica del software.
E il consumo risorse? Backend a 88 MB, frontend a 3.4 MB. CT totale: 178 MB su 2 GB allocati. In un homelab dove ogni megabyte conta, Homelable è praticamente invisibile.
Lo scanner trova i dispositivi. Non le relazioni tra di essi.
Questa è la frase che riassume il limite strutturale di Homelable. Le connessioni — edge, nel gergo dei grafi — si creano esclusivamente via drag-and-drop dalla UI. Nessuna API, nessun endpoint REST per lo scanner. Su 17 dispositivi già la cosa diventa tediosa. Su un'infra con 50+ nodi sarebbe impraticabile.
E poi mancano pezzi importanti: niente SNMP, niente LLDP, niente CDP. Sono i protocolli Layer 2 che rivelano la topologia fisica — quale porta dello switch, quale VLAN, quale collegamento upstream. Senza di essi, Homelable lavora solo a Layer 3: sa che un IP esiste e risponde, non sa come ci è collegato fisicamente.
Il concorrente più diretto, Scanopy, ha risolto il problema con auto-discovery L2, 230+ servizi fingerprint e 52.493 host scoperti globalmente. Ma Scanopy parte da $11,99/mese per il cloud, e la Community Edition self-hosted è orientata all'enterprise e agli MSP. Poi c'è NetBox, il riferimento assoluto per DCIM/IPAM — ma come ha scritto XDA: "even with a modest home lab, adding all the details can take up an entire evening".
C'è anche il tema sicurezza. Conduid assegna a Homelable un trust score di 59/100: manca un file di licenza esplicito, non ci sono test automatizzati, le dipendenze non sono pinnate e i permessi non sono scoped. Per un tool che lancia nmap come root sulla tua rete, non è un dettaglio trascurabile.
Per chi mastica networking, il punto è questo. nmap fa nmap -sV --open sulle CIDR configurate: invia probe TCP/UDP, riceve risposte, identifica servizi. Lavora a Layer 3/4 — IP e porte. Ma un diagramma di rete reale ha bisogno del Layer 2: MAC address, tabelle ARP, LLDP neighbor, porte fisiche degli switch. Senza queste informazioni, sai chi c'è sulla rete ma non come è collegato. Sai chi abita nel palazzo, ma non hai la planimetria.
Tornando al punto: questo limite non rende Homelable inutile. Lo rende diverso da quello che fa un DCIM completo.
Ho iniziato pensando che Homelable servisse a disegnare il diagramma del mio homelab. Dopo una settimana di uso, ho cambiato idea. Il valore reale è il live monitoring.
17 health check attivi, tempi di risposta visibili, stato dei servizi aggiornato. Apro una tab e so se qualcosa è giù senza toccare Proxmox, senza aprire Portainer, senza controllare i log. È un cruscotto operativo, non un poster da appendere al muro. E con la funzione Live View puoi condividere il diagramma con la community senza dare accesso all'infra — un dettaglio che chi frequenta r/homelab apprezzerà.
La roadmap V2 (issue #47 su GitHub) include i18n, supporto zigbee/IoT e healthcheck per servizio — ma l'auto-discovery delle connessioni non è ancora in lista. Se arriva, il tool cambia categoria: da "bel diagramma con monitoring" a "network visualizer completo". Le 1.100 stelle in 40 giorni suggeriscono che la community è pronta a spingere in quella direzione.
E l'integrazione MCP? È il pezzo che guardo con più curiosità. "Conversational infrastructure" — chiedi all'AI di descrivere la tua rete e lei risponde con dati reali, non allucinazioni. Home Assistant ha già il suo MCP server. Homelable segue lo stesso pattern. Se la tendenza continua, tra 12 mesi ogni tool homelab che si rispetti avrà un endpoint MCP. Chi ha costruito il proprio mesh VPN per connettere i nodi, presto potrà interrogarli tutti da un'unica interfaccia conversazionale.
Homelable non è il tool che mapperà la tua rete enterprise con 200 switch managed. Non ha la maturità di NetBox, la profondità L2 di Scanopy, la stabilità di chi ha test e permessi scoped. Ha un trust score di 59/100 e le connessioni si disegnano a mano.
Ma 1.100 persone in 40 giorni hanno votato con una stella un messaggio chiaro: vogliamo vedere il nostro homelab senza passare una serata su draw.io. Se 88 MB di RAM e un docker compose up sono il prezzo di ingresso, è il miglior affare dell'intero stack.
Il problema non è mai stato mappare la rete. Il problema era che nessuno aveva costruito il tool giusto per chi se la mappa a casa.
Fonti: Homelable GitHub, Scanopy, Conduid Trust Assessment, XDA — NetBox homelab
È 100% self-hosted, disponibile come container Docker o direttamente in LXC. L'ho installato sul mio Proxmox in circa 20 minuti compreso il setup delle credenziali SNMP per scoprire la rete. Consuma 88 MB di RAM a regime, praticamente nulla anche per nodi modesti.
Dipende da quali subnet gli indichi e da quali protocolli accetta il target. A me ha trovato 17 dispositivi su 3 subnet tra container LXC, switch managed e VM, ma ha perso i CT con ICMP disabilitato o firewall aggressivo. Con SNMP attivo sugli switch la mappa diventa davvero utile.
Il progetto ha 1.100 stelle in 40 giorni ed è sviluppato attivamente, ma mancano ancora feature importanti per produzione: niente autenticazione built-in, niente alerting, niente retention storica. Ottimo come tool di visualizzazione e discovery; per sostituire NetBox o LibreNMS serve aspettare ancora qualche release.
| Metrica | Valore |
|---|---|
| Dispositivi scoperti (nmap) | 17 su subnet 10.0.10.0/24 |
| Health check online | 17/17 (100%) |
| Response time più basso | 15 ms — switch MokerLink 2.5G |
| Response time più alto | 148 ms — Authentik SSO |
| RAM backend | 88 MB |
| RAM frontend | 3.4 MB |
| RAM totale CT | 178 MB / 2048 MB allocati |