RTX 5090 a 4.147 dollari: benvenuti nel mercato GPU 2026
Marzo 2026. Una RTX 5090 su Amazon USA costa 4.147 dollari — il doppio dell'MSRP di lancio da 1.999. In Italia le cose vanno anche peggio: il modello ASUS base parte da 3.527 euro, con le varianti premium che superano i 5.900. La Founders Edition — quella venduta direttamente da NVIDIA — è sostanzialmente introvabile. Non è un problema di scalper, non è domanda temporanea che si aggiusta da sola. È il risultato di una serie di decisioni aziendali perfettamente razionali, prese da chi ha fatto i conti e ha capito che il gaming consumer non è più dove si guadagna.
Il meccanismo: la GDDR7 ha smesso di interessare a Samsung
La memoria è il nodo del problema. Fino al 2023, la GDDR — il tipo di RAM montato sulle GPU consumer — rappresentava il 30-40% del costo di produzione di una scheda grafica. Oggi, con la GDDR7, siamo oltre l'80%. Non perché la memoria sia diventata più cara in assoluto, ma perché Samsung e SK Hynix, i due principali produttori, hanno spostato la capacità produttiva su HBM — la memoria ad alta larghezza di banda destinata alle GPU per datacenter. Il motivo è brutalmente semplice: un wafer di HBM per H100 o B200 vale circa dieci volte un wafer di GDDR7 per RTX 5090. Con questa matematica, nessun dirigente di Samsung approverebbe mai l'ordine contrario.
NVIDIA ha fatto la sua parte tagliando la produzione di RTX 50 del 30-40% rispetto alle stime iniziali. Nessuna spiegazione ufficiale. In parallelo, ha eliminato il programma OPP che vincolava i partner a rispettare prezzi di riferimento. ASUS, MSI, Gigabyte sono ora liberi di applicare i margini che ritengono opportuni.
E ovviamente li applicano.




