26 marzo 2026 · 5 min lettura
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Il 2 marzo 2026, il RTX 5090 driver 595.71 ha tagliato il voltaggio massimo della scheda più costosa sul mercato consumer. Senza avviso. Senza changelog. Senza chiedere il permesso. Chi aveva speso duemila dollari per una RTX 5090 si è ritrovato con una GPU castrata: da 1.020-1.030V a 1.005-1.010V, 65 millivolt di headroom cancellati, clock che crollavano da 3.165MHz a sotto i 3.000MHz. Il tutto attivato silenziosamente quando l'offset GPU superava i 150MHz.
Non un bug report. Non una nota tecnica. Un driver che decide per te.

Bang4BuckPC Gamer ha documentato tutto con precisione chirurgica. In Unigine Heaven, la RTX 5090 è passata da 171fps a 144fps: meno 27 frame, meno 16 percento. Il clock è sceso di 143MHz, il voltaggio di 0.060V. E la cosa più irritante: il cap non colpiva tutti allo stesso modo. La Gigabyte Aorus Master RTX 5090 e la PNY Epic OC ne erano immuni. La Founders Edition no.
"La scheda ha perso 65 millivolt di headroom e si è bloccata sotto 1 volt." — Bang4BuckPC Gamer
Questa inconsistenza tra modelli è l'argomento principale di chi grida al bug. Tom's Hardware lo sostiene: se fosse una scelta deliberata, colpirebbe tutte le schede uniformemente. Può darsi. Ma il pattern di comportamento di Nvidia racconta una storia diversa.
Il voltage cap non si limitava agli overclock estremi. Anche le frequenze boost stock erano impattate, con tensioni che scendevano da 1.055-1.060V a 1.005-1.010V in condizioni normali. Per chi usa una RTX 5090 come acceleratore per inference di LLM locale — e con 32GB di GDDR7 è la migliore opzione consumer disponibile — questo significava prestazioni degradate su carichi di lavoro legittimi. Non gaming, non benchmark: lavoro.
Come se il voltage cap non bastasse, il ciclo di aggiornamento driver ha portato un regalo extra: schede completamente bricked. RTX 5090, RTX 5080, Founders Edition e AIB — Colorful, Manli, Gigabyte — persino la RTX 5090D destinata al mercato cinese. Il tasso di recovery si aggira tra il 20 e il 40 percento. Chi non recupera la scheda finisce in coda RMA per 2-4 settimane.
Due giorni dopo, Nvidia ha rilasciato la hotfix 595.76.
Due giorni. Per un driver che controlla hardware da migliaia di dollari, il QA è durato meno di un weekend. Il changelog ufficiale recita: "Condizione che poteva limitare il voltaggio GPU durante overclock manuale, riducendo boost clock e prestazioni." Linguaggio passivo, zero responsabilità, nessuna menzione delle schede bricked.
C'è un dettaglio che rende il quadro ancora più grottesco. La RTX 5090 consuma fino a 575W su un connettore rated per 600W. Lato PSU, i pin raggiungono 150 gradi in 4 minuti sotto carico pieno. Singoli pin trasportano 22A invece degli 8A previsti. E il motivo è tecnico: Nvidia ha rimosso gli shunt resistor che nella RTX 4090 bilanciavano la distribuzione di corrente tra i pin.
Hanno tolto un componente di sicurezza dal hardware. E poi hanno aggiunto una limitazione di sicurezza via software. L'ironia si scrive da sola.

Facciamo il conto. Nel 2018, l'EULA vieta l'uso di GPU consumer nei datacenter. Nel 2020, la RTX 3090 viene nerfata per i workload AI. Nel 2025, fine supporto per GTX 900 e 1000. Nel 2026, il driver 595.71 limita voltaggio e overclock su RTX 5090, 4090, 4080 Super, 4070 Ti Super.
Non è paranoia. È una strategia documentata. Ogni anno, Nvidia sposta il confine di ciò che puoi fare con l'hardware che hai comprato. E mentre Jensen Huang al GTC 2026 dice "si sbagliano completamente" a chi critica il DLSS 5, poi da Lex Fridman ammorbidisce con "capisco il loro punto di vista". Il copione è sempre lo stesso: negare, minimizzare, rilasciare una patch.
Intanto AMD con la RX 9070 XT ha superato la RTX 5070 Ti del 3% a 1440p, guadagnando un +9% dal lancio grazie a driver che aggiungono prestazioni invece di toglierle. Come ha scritto Hamlin Rozario su XDA: il supporto driver non è più un punto di forza di Nvidia. È diventato un rischio.
Ho scritto qualche mese fa di come la RTX 5090 si vendesse a oltre 4.000 dollari sul mercato secondario, gonfiata dalla domanda AI. E ho scritto di come Nvidia muova 193 miliardi in chip AI mentre i gamer pagano il conto. Il driver 595.71 aggiunge un tassello: non solo paghi troppo, ma ciò che compri può essere modificato unilateralmente dopo la vendita.
La community di Overclock.net l'ha riassunto meglio di qualsiasi analista: "Una volta si faceva overvolt e overclock, adesso si fa undervolt e underclock."
Ammetto che parte di me vorrebbe credere alla teoria del bug. Sarebbe più rassicurante. Un bug si corregge e si va avanti. Ma otto anni di pattern — EULA restrittive, nerf mirati, fine supporto accelerata, voltage cap via driver — rendono difficile concedere il beneficio del dubbio. Nvidia non sta proteggendo le sue GPU. Sta proteggendo il suo modello di business.
Se Nvidia può ridurre le prestazioni della tua RTX 5090 con un driver update, allora non hai comprato una GPU. Hai sottoscritto un abbonamento hardware a condizioni che cambiano senza preavviso. E l'unica differenza tra questo e un servizio cloud è che il datacenter è casa tua e l'hardware l'hai pagato tu.
Finché il right to repair non includerà il diritto di eseguire il software che vuoi sull'hardware che possiedi, ogni RTX 5090 driver update è un promemoria: il prodotto non è la GPU. Il prodotto sei tu.
Fonti: Tom’s Hardware · NotebookCheck · PCWorld · XDA Developers · Overclock.net · WCCFTech