Paghi 2.000 dollari e Nvidia decide quanto può andare forte la tua GPU
Il 2 marzo 2026, il RTX 5090 driver 595.71 ha tagliato il voltaggio massimo della scheda più costosa sul mercato consumer. Senza avviso. Senza changelog. Senza chiedere il permesso. Chi aveva speso duemila dollari per una RTX 5090 si è ritrovato con una GPU castrata: da 1.020-1.030V a 1.005-1.010V, 65 millivolt di headroom cancellati, clock che crollavano da 3.165MHz a sotto i 3.000MHz. Il tutto attivato silenziosamente quando l'offset GPU superava i 150MHz.
Non un bug report. Non una nota tecnica. Un driver che decide per te.

I numeri del nerf: -16% in benchmark, -171MHz di clock
Bang4BuckPC Gamer ha documentato tutto con precisione chirurgica. In Unigine Heaven, la RTX 5090 è passata da 171fps a 144fps: meno 27 frame, meno 16 percento. Il clock è sceso di 143MHz, il voltaggio di 0.060V. E la cosa più irritante: il cap non colpiva tutti allo stesso modo. La Gigabyte Aorus Master RTX 5090 e la PNY Epic OC ne erano immuni. La Founders Edition no.
"La scheda ha perso 65 millivolt di headroom e si è bloccata sotto 1 volt." — Bang4BuckPC Gamer
Questa inconsistenza tra modelli è l'argomento principale di chi grida al bug. Tom's Hardware lo sostiene: se fosse una scelta deliberata, colpirebbe tutte le schede uniformemente. Può darsi. Ma il pattern di comportamento di Nvidia racconta una storia diversa.
RTX 5090 driver 595.71: non solo overclocker colpiti
Il voltage cap non si limitava agli overclock estremi. Anche le frequenze boost stock erano impattate, con tensioni che scendevano da 1.055-1.060V a 1.005-1.010V in condizioni normali. Per chi usa una RTX 5090 come acceleratore per inference di LLM locale — e con 32GB di GDDR7 è la migliore opzione consumer disponibile — questo significava prestazioni degradate su carichi di lavoro legittimi. Non gaming, non benchmark: lavoro.




