L'Europa ha prodotto un documento di 47 pagine sulla stewardship responsabile dei dati neurali. La Cina ha inserito le interfacce cervello-computer nel Piano Quinquennale, accanto alla fusione nucleare e al 6G.
Indovinate chi avrà un'industria BCI tra cinque anni.
I numeri che Bruxelles non vuole leggere
Aggiorniamo il conteggio, perché i numeri si muovono più velocemente dei regolamenti europei. A marzo 2026 la situazione è questa: 54 impianti cerebrali completati in Cina da NeuroXess. 21 per Neuralink, quasi il doppio rispetto a sei mesi fa. E in Europa? CorTec, startup tedesca, ha impiantato il suo secondo paziente con il sistema Brain Interchange — ma l'ha fatto a Seattle, perché in Europa i tempi regolatori hanno la velocità di un ghiacciaio alpino.
- Cina: 54 impianti, 10+ trial invasivi attivi, target 50 nuovi pazienti nel 2026
- USA (Neuralink): 21 impianti, produzione ad alto volume annunciata per il 2026, chirurgia quasi interamente automatizzata
- Europa: 2 impianti CorTec (entrambi negli USA), zero trial clinici su suolo europeo
- Italia: zero impianti, zero trial, una startup con 10 persone e 2 milioni di fondi

NeuroXess non si è fermata ai numeri. A inizio 2026 ha completato il primo impianto BCI con batteria integrata sottocute in Cina: un paziente tetraplegico ha raggiunto il controllo mentale del cursore in cinque giorni dalla chirurgia. La velocità di decodifica è 5,2 bit al secondo — circa la metà rispetto ai picchi di Neuralink (8-10 bps) — ma il trend è in salita e il gap si stringe a ogni iterazione.
La fabbrica di Nanchang, 14.300 metri quadrati nella provincia di Jiangxi, punta alla produzione di massa nella seconda metà del 2026. Decine di migliaia di unità l'anno. Per fare un confronto che fa male: Neuralink ha impiantato 21 persone in tre anni.
Il Piano Quinquennale ha parlato
A marzo 2026, Reuters riporta che le BCI sono state inserite nel





