840 miliardi di dollari. Più di Samsung. Più di Toyota. Più di LVMH. Più del PIL di Svizzera, Belgio o Svezia. Questa è la valutazione che il mercato sta assegnando a OpenAI — un'azienda che non ha mai generato un solo dollaro di profitto e che prevede di perderne 14 miliardi solo nel 2026.
La domanda non è se questo sia razionale. La domanda è: quanto a lungo può durare?
I numeri che non tornano
Partiamo dai fatti. OpenAI sta chiudendo un round da oltre 100 miliardi di dollari — il più grande nella storia del venture capital. I big del tech si sono messi in fila: Amazon fino a $50 miliardi, SoftBank $30 miliardi, Nvidia $30 miliardi, più Microsoft che era già il principale investitore.
I ricavi? oltre 20 miliardi di dollari nel 2025 (la proiezione iniziale di $13,1 miliardi è stata superata nel corso dell’anno). Impressionanti per un'azienda nata come no-profit. Ma confrontiamoli con i costi:
- Cash burn 2025: $9 miliardi — quasi $14 milioni al giorno
- Perdite previste 2026: $14 miliardi
- Cash burn cumulativo fino al 2030: $665 miliardi secondo le proiezioni riviste
- Profitto atteso: non prima del 2029-2030, forse



