Un miliardo di dollari per un'azienda fondata quattro mesi fa, senza un singolo prodotto commerciale, con una valutazione pre-money di 3,5 miliardi. Se lo avesse fatto uno sconosciuto, si chiamerebbe frode. Siccome lo ha fatto Yann LeCun, si chiama visione.

890 milioni di euro: la valutazione che sfida la realtà
AMI Labs — fondata da LeCun dopo la sua uscita da Meta a fine 2025 — ha chiuso un seed round da 1,03 miliardi di dollari, superando del doppio l'obiettivo iniziale di 500 milioni. La lista degli investitori legittima tutto: NVIDIA, Bezos Expeditions, Eric Schmidt, Mark Cuban, Tim Berners-Lee, Samsung, Toyota Ventures, Temasek. Quando si muovono questi nomi, di solito c'è qualcosa di concreto dietro.
Tranne che stavolta non c'è ancora niente. Nessun prodotto. Nessun demo pubblico. Nessun paper con risultati propri. Solo una promessa: costruire i world models, quella forma di intelligenza artificiale che — secondo LeCun — gli LLM non riusciranno mai a raggiungere.
Per chi segue la scena AI, la composizione del round ha qualcosa di surreale. NVIDIA investe in chi vuole superare l'architettura che genera i loro miliardi. Berners-Lee mette i soldi in un'azienda che promette di ridefinire internet. Schmidt e Cuban ci scommettono prima di vedere una riga di codice proprietario. Stavo per scrivere che è una scommessa razionale. Poi ho guardato i numeri.
- Seed round: 1,03 miliardi di dollari — il più grande seed europeo della storia
- Pre-money valuation: 3,5 miliardi di dollari
- Età dell'azienda al closing: circa 4 mesi
- Prodotti commercializzati: 0
- Obiettivo originale del round: 500 milioni (superato del 106%)
- HQ: Parigi — con uffici a New York, Montreal, Singapore




