175.354 utenti DuckDuckGo hanno votato in un sondaggio interno. Più del 90% era contrario all'integrazione dell'AI nella ricerca. DDG ha letto i risultati, li ha pubblicati, e poi ha continuato a sviluppare duck.ai esattamente come previsto.
Nessun colpo di scena, nessuna storia di cattivi. È semplicemente il modo in cui funziona il prodotto moderno: ascolti gli utenti, poi fai quello che avevi già deciso. Il paradosso del sondaggio è però il punto di ingresso giusto per capire cosa sia davvero duck.ai — e quanto valga la sua promessa principale, quella sulla privacy.
Duck.ai: dov'è, come si usa, cosa non serve
Duck.ai non è un'app separata. È raggiungibile direttamente su duck.ai, oppure appare automaticamente nei risultati di ricerca DuckDuckGo quando fai una domanda che sembra destinata a un chatbot. È integrato nell'app mobile DDG e nel browser DDG per desktop e mobile. Nessun account obbligatorio. Nessuna registrazione per il tier gratuito.
È uscito dalla beta nel marzo 2025. I modelli disponibili nella versione gratuita includono oggi Claude 4.5 Haiku, GPT-4o mini, GPT-5 mini, Mistral Small 3 24B, Llama 4 Scout e gpt-oss-120b di OpenAI. Una lista molto diversa rispetto a quella di lancio (GPT-3.5 Turbo, Claude 3 Haiku, Llama 3, Mixtral 8x7B) — segnale che il progetto è aggiornato attivamente, non abbandonato a sé stesso.
Come funziona il proxy privacy di duck.ai
Il cuore della promessa di duck.ai è un proxy. Funziona così: scrivi un prompt, DDG rimuove il tuo IP e tutti i metadati identificativi prima di girare la richiesta al provider AI (OpenAI, Anthropic, Meta, Mistral). Il provider vede il prompt, ma non sa chi lo ha scritto — vede solo che è arrivato da DuckDuckGo. DDG non conserva le conversazioni lato server per default; restano sul tuo dispositivo.
C'è un caso più estremo: per il modello gpt-oss-120b, DDG usa ambienti di esecuzione attendibili (TEE, implementati via Tinfoil) dove OpenAI stessa non può vedere prompt o risposte. Non è l'approccio standard, ma mostra che il team ha pensato al problema su più livelli.
A febbraio 2026 è arrivata anche la voice chat crittografata: audio streamato in real-time via WebRTC con un relay DDG che neanche DDG può decrittare. Né DDG né OpenAI conservano l'audio dopo la sessione. Non è semplice da replicare in ambienti self-hosted.



