Un giornale americano di 184 anni ha deciso che i suoi giornalisti non devono più scrivere. Raccolgono le informazioni, le passano a ChatGPT, e un tizio assunto apposta controlla che la macchina non inventi troppo. Quattro articoli al giorno, dieci milioni di visualizzazioni l'anno. L'industria è inorridita. Ma il vero orrore è altrove.
I fatti, nudi e crudi
Chris Quinn dirige il Cleveland Plain Dealer dal 2020 — lo stesso giornale che un tempo impiegava oltre 300 giornalisti e oggi ne ha 14. Non è un giornaletto di provincia: è la testata più grande dell'Ohio, con quasi due secoli di storia alle spalle. Quinn non è un ingenuo della Silicon Valley che gioca con i chatbot. È un giornalista della vecchia scuola che ha visto la sua redazione svuotarsi anno dopo anno, e a un certo punto ha deciso di smettere di fingere.
A ottobre 2025 ha pubblicato un annuncio per "AI rewrite specialist" — uno specialista della riscrittura con intelligenza artificiale. A gennaio 2026, Joshua Newman, ex cronista sportivo di Austin, si è seduto alla scrivania con un accesso alla versione interna di ChatGPT fornita da Advance Local, la società madre del giornale. Il suo lavoro: prendere gli appunti dei reporter, le trascrizioni delle riunioni comunali, le interviste grezze, e trasformarle in articoli pubblicabili.
Il risultato? Pezzi su un festival di sculture di ghiaccio, una scoperta medica sul cancro esofageo, un branco di cani che ammazzava le galline del quartiere, il sequestro delle auto dello sceriffo. Cronaca locale pura, quella roba che nessun lettore nota finché non sparisce — e quando sparisce, una comunità resta sorda e cieca.
Quinn non ci gira intorno: "L'intelligenza artificiale non è un male per le redazioni. È il loro futuro". E ancora: "Togliendo la scrittura dal carico dei reporter, abbiamo liberato un giorno lavorativo in più a settimana". I pezzi scritti dall'AI portano il byline "Advance Local Express Desk" accanto al nome del reporter — un modo per dire al lettore, in caratteri piccoli, che quella prosa l'ha generata una macchina.



